Colata di Idice. Legacoop difende i propri vertici indagati

Bologna, 20 ott. – Legacoop Bologna fa quadrato intorno alla presidente Rita Ghedini e al direttore generale Simone Gamberini. “Esprimiamo piena fiducia, totale vicinanza e condivisione” del loro operato, si legge in una nota dell’associazione, dopo che il nome dell’ex senatrice è risultato fra gli indagati per le pressioni denunciate dal sindaco di S. Lazzaro Isabella Conti perché non bloccasse un intervento edilizio da oltre 500 appartamenti nella frazione di Idice. Come per gli altri 5 indagati, il reato contestato a Ghedini, già senatrice del Pd, sarebbe quello di violenza o minaccia a corpo politico o amministrativo. In particolare, secondo quanto riferiscono i quotidiani bolognesi, per il pm sarebbe partito da lei l’impulso al direttore Gamberini perché facesse pressioni sul sindaco Conti, con l’obiettivo di una marcia indietro sullo stop al maxi progetto. Fra gli argomenti usati, ci sarebbe stato anche lo spauracchio di una causa milionaria contro l’amministrazione comunale, responsabile di aver fatto decadere il piano operativo che prevedeva l’opera.

“Siamo sconcertati dalle accuse che vengono loro mosse, proprio perché la storia professionale e personale di Rita e Simone è contraddistinta dalla trasparenza e dall’impegno per la legalità“, dichiarano i componenti della presidenza di Legacoop Bologna nella nota diffusa oggi. Si dicono preoccupati per “il danno all’immagine subito” e ribadiscono l’idea che “il compito di un’associazione di rappresentanza è quello di accompagnare e sostenere le proprie associate nelle svolgimento delle proprie attività, promuovendone problemi ed istanze nel rapporto con le istituzioni politiche e con le forze sociali”.

Solo poche settimane fa Legacoop aveva auspicato in una nota la ripresa del confronto col Comune di S. Lazzaro su progetti alternativi.

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