Colata di Idice, la Procura chiede l’archiviazione per tutti gli indagati

san lazzaro idiceBologna, 7 dic – La Procura di Bologna ha depositato la richiesta di archiviazione per tutti gli indagati coinvolti nell’inchiesta sulla cosiddetta “colata di Idice“, frazione di San Lazzaro di Savena. Gli avvisi di chiusura delle indagini, a fine settembre, erano stati inviati a sette persone: Rita Ghedini e Simone Gamberini (rispettivamente presidente e direttore di Legacoop), Massimo Venturoli (legale rappresentante della Palazzi Srl), Stefano Sermenghi (sindaco di Castenaso), Aldo Bacchiocchi (ex sindaco di San Lazzaro), Germano Camellini (presidente del Collegio dei revisori del Comune di San Lazzaro) e Carlo Castelli (tesoriere del Pd di Bologna). Per tutti loro l’accusa era di minaccia a corpo politico e amministrativo.

Le indagini erano state aperte per far luce sulle presunte pressioni ricevute dal sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti (Pd), dopo la sua decisione di bocciare un maxi-progetto edilizio che doveva essere realizzato nella frazione di Idice.  “Per quanto attiene all’iter complessivo che ha portato all’approvazione dell’intervento edilizio – scrivono i Pm – nulla di concreto è emerso nelle pur compiute attività investigative, né sono possibili ulteriori mirati approfondimenti che risulterebbero prognosticamente inefficaci a fronte del decorso del tempo, trattandosi di fatti risalenti anche ad un decennio orsono, e di una procedura che non presenta evidenti illegittimità formali, sintomatiche di abuso o di favoritismi concretamente perseguibili”.

Pressioni-minacce-tentativi di condizionamento” subiti dal sindaco Conti fin dal suo insediamento, maggio 2014, ci furono, ciò nonostante, per la Procura, non furono condotte penalmente rilevanti: “I plurimi interventi effettuati, direttamente o indirettamente, nei confronti del sindaco, sono solo espressivi di una convergenza di interessi (economici) sottostanti, ma non vi è la dimostrazione di un concorso da parte di tutti o anche solo di alcuno tra gli indagati, tale da rendere concreta quella capacità intimidatoria.

“La procura di Bologna ci consegna una fotografia impietosa del contesto economico e politico che si è espresso in modo deprecabile in questa vicenda”. Il sindaco di San Lazzaro di Savena Isabella Conti commenta così la richiesta di archiviazione dell’inchiesta nata dalle sue denunce di presunte pressioni subite anche da esponenti del mondo politico e delle imprese. Conti cita un passaggio dell’atto della Procura in cui si sottolinea una “condotta pressoria di subalternità agli interessi economici” e “una concezione della politica in cui l’interesse pubblico può essere subordinato a quello privato”.

Per il primo cittadino, quindi, “sono appurate in modo chiaro e categorico le inquietanti commistioni in cui la politica abdica al suo ruolo di promotore e garante del bene comune. La Procura – prosegue – certifica in modo incontrovertibile come l’Amministrazione di San Lazzaro abbia agito nell’unico modo sano in un sistema deprecabile”.

“La nostra resistenza, la nostra denuncia, il nostro atto di decadenza del Poc, poste in essere per tutelare l’interesse pubblico (come sottolinea la Procura), la nostra battaglia di legalità e di moralità – conclude Conti – hanno rappresentato l’unico argine efficace contro il malaffare e il malcostume. La questione morale: ecco ciò di cui dovremmo discutere e su cui dovremmo interrogarci”. Conti si opporrà all’archiviazione.

(Dire-Ansa)

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