Colapesce: “Infedele a me stesso, a ciò che ho fatto fino ad oggi come musicista”


11 nov. – Questa sera alle ore 20 Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, suonerà dalla vetrina di Semm Music Store qualche brano in acustico dal nuovo album Infedele, uscito un paio di settimane fa per la romana 42 Records. In occasione della sua visita bolognese, Lorenzo ha presentato ai microfoni di Cotton Fioc questo nuovo album, che arriva a due anni di distanza dal precedente Egomostro, uno dei lavori che per primo aveva saputo intuire ed interpretare la nuova stagione del pop italiano: “Oggi sembra quasi un disco sperimentale, ma all’epoca venne additato come troppo pop dagli addetti ai lavori”, racconta Colapesce. “Probabilmente è stato uno di quei dischi che hanno aperto un po’ questa tendenza: moltissimi artisti, poi, hanno in qualche modo ringraziato privatamente per il mio lavoro”.

Sono passati appena due anni, infatti, dalla pubblicazione di Egomostro, ma nella scena italiana il 2015 sembra essere davvero un’era fa. “È cambiato molto il clima; adesso, però, è il momento adatto per mettere in chiaro delle cose e sottolineare delle differenze: spesso si parla di musica indie in contesti nei quali, secondo me, l’indie c’azzecca poco. Talvolta, più che musica indipendente sembra musica dipendente. Sto notando – polemizza Lorenzo – che molti gruppi forzano la mano per far sì che il pezzo sia radiofonico, che il brano piaccia, che suoni in un certo modo: questo può essere pericoloso. Non è la musica indipendente che ha portato i contenuti nei grande media, bensì è l’indie ad essersi omologata ai grandi media. I contenuti sono identici, è semplicemente cambiato il nome: da musica mainstream a musica indipendente, forse perché fa più figo”.

Infedele
è un disco che nasce in due anni di lavoro e di raccolta di canzoni e materiale. “Si tratta sicuramente di un album più personale rispetto a Egomostro – spiega Lorenzo – in questo disco emergono tematiche più riflessive, legate alla solitudine, vista però in chiave non troppo pessimistica. Rispetto al passato non sono partito – come mia consuetudine – sempre dalla chitarra, ma anche da beat di batteria o addirittura scrivendo direttamente col piano“. Come è nata la collaborazione con Iosonouncane che ha co-prodotto il disco insieme a Mario Conte? “Innanzitutto da un’amicizia: io e Jacopo abbiamo tante cose in comune, sia a livello di ascolti che di visione di come è la musica. Ha una grande conoscenza del pop ed è molto sensibile. Poi, il fatto che entrambi siamo isolani probabilmente ha aiutato la collaborazione”, sorride Lorenzo.


Infedele è un disco di contrasti: vuoi per la produzione, molto varia, “infedele a me stesso, a ciò che ho fatto fino ad oggi come musicista, o perlomeno alla percezione che c’è di Colapesce dall’esterno”. Vuoi per la copertina, per la quale Lorenzo ha scelto la foto della prima comunione, accompagnata però da un titolo che va in tutt’altra direzione: “Ci sembrava un’immagine forte legata al titolo, a partire da questa intuizione abbiamo sviluppato tutte le grafiche relative ai singoli e al vinile”.

Un album che – a prescindere dall’aspetto meramente iconografico – presenta molte immagini, quasi cinematografiche, nelle liriche dell’album. Quanto ha influito lavorare al fumetto con Baronciani e fare con lui i Concerti Disegnati tra Egomostro e questo nuovo album? “Con Alessandro ho vissuto un’esperienza bellissima e formativa. Ci siamo trovati da subito molto bene, anche perché la mia scrittura si presta molto a delle immagini. Non ha influito direttamente nella scrittura di Infedele, ma si tratta di un’esperienza che porto dentro con gioia e sicuramente la riproporremo prima o poi”.

È un disco breve rispetto ai suoi lavori passati: “Inizialmente avevo selezionato una ventina di canzoni tra i provini che avevo fatto – che erano tantissimi. In seguito ho fatto un’ulteriore scrematura perché mi piaceva l’idea di avere una coerenza – anche testuale, se vuoi – all’interno del disco. Volevo fare un album breve, ho sempre realizzato dischi lunghi”, racconta Colapesce. In un periodo storico in cui si regista una sempre crescente saturazione di contenuti e l’attention span degli ascoltatori – vuoi per l’introduzione di nuovi media di consumo come Spotify – è in netto calo, Lorenzo ha pubblicato un disco di otto tracce. “L’otto è il simbolo dell’infinito, anche a livello numerico mi piaceva andare in questa direzione”.

Totale‘, uno dei primi singoli estratti dal disco, è nata come canzone scritta per Luca Carboni all’interno di un camp Sony/ATV: “Da più di un anno faccio l’autore in pianta stabile per Sony. Questa canzone, fra l’altro, era una delle prime esperienze che facevo come autore: forse non avevo capito benissimo come approcciarmi a questo nuovo lavoro.” Un lavoro, quello dell’autore, che ricorda più “l’artigiano che l’artista”. “Totale, alla fine, è uno dei pezzi che mi rispecchia di più: alla fine ho deciso di tenerlo e non utilizzarlo per terzi, anche se c’erano stati diversi interessamenti”, continua Colapesce. “Si tratta di una canzone pop, certo, forse la più pop di Infedele, ma a livello testuale la sento molto mia e dico delle cose che mi rispecchiano al 100%. È una canzone sincera“.

Ascolta il podcast integrale dell’intervista a Lorenzo Urciullo ai microfoni di Cotton Fioc.

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