Clausole sociali. Il Comune richiama Hera, Coalizione incalza: “Dalla giunta solo parole”

Bologna, 1 giu. – Il Comune di Bologna torna a richiamare Hera sulla nuova gara per raccolta differenziata di abiti usati, finita nella bufera per la mancanza delle clausole sociali di inserimento lavorativo per le persone svantaggiate. L’assessore al Bilancio Davide Conte ha parlato di una “grave criticita'”, evidenziando il “rischio che, rispettando in modo formale e pedissequo le regole, perdiamo per strada le persone piu’ bisognose“.

Hera perde per strada le clausole sociali, a rischio 15 lavoratori svantaggiati

Quindi “occorre ragionare insieme ed invitare Hera a dirci e a spiegare bene le motivazioni che hanno portato a questa scelta perche’, nella sua autonomia e nella sua indipendenza all’interno di una gare che e’ attualmente aperta, ha tutta la sua capacita’ di impresa di sviluppare le scelte in modo autonomo ed indipendente, ma l’indicazione di questa amministrazione, confermata anche negli interventi dei consiglieri, e’ chiara: non si possono lasciare per strada pezzi di questa citta’ guardando all’ottimizzazione dei costi o guardando a processi anche produttivi perfetti”.
Per il consigliere di Coalizione civica Federico Martelloni quella dell’assessore e’ solo una “supercazzola“: “basta leggersi il protocollo sottoscritto il 26 ottobre 2016. Il tema non e’ lasciato al buon cuore di Hera, ma c’e’ un atto giuridico”, quindi un obbligo per la multiutility. Per il dem Francesco Errani, che ha firmato l’interrogazione insieme all’ex assessore al Welfare Amelia Frascaroli, “se Hera non ascolta possiamo riprenderci il servizio come fa Ferrara e come fanno altri Comuni”. “Sono ancora aziende pubbliche che rispondono al bene dei cittadini o rispondono solo a logiche private?”, si chiede in proposito Frascaroli.

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