Manca si dimette e attacca: “Città Metropolitana senza guida”

Daniele-Manca

Bologna, 4 nov. – Daniele Manca si dimette da vicesindaco della Città metropolitana, sbattendo la porta. Mentre nell’aula consiliare di Palazzo Malvezzi viene approvato il Psc (piano strutturale comunale) di Imola, il sindaco della città romagnola attacca Virginio Merola e Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro e consigliera metropolitana con delega all’urbanistica. “Sono venute a mancare le condizioni di fiducia” dice Manca.

Al centro del contendere la costruzione di case, prevista nel Psc di Imola e poi stralciata, in zona precollinare, in via Roncaglio a Imola. Ma Manca nega si tratti di una nuova “colata” come fu quella, bloccata da Conti, a San Lazzaro. “Si trattava di bioedilizia” spiega aggiungendo che, nel suo ultimo incontro con Conti un mese fa, lui stesso aveva proposto lo stralcio di via Roncaglio dall’accordo, in caso di problemi.

Manca invece accusa Conti di usare la vicenda imolese per farsi pubblicità. “E’ stata usata questa vicenda per la propria visibilità e per riproporre un conflitto tra sviluppo e consumo del territorio che non andava aperto e che non volevo aprire. Ognuno faccia il sindaco nel proprio Comune”.
Conti, dribblando i cronisti all’uscita di Palazzo Malvezzi si limita a rispondere con una battuta secca: “Io sono portata a guardare gli atti. Su questi mi baso, sui contenuti. Il resto non mi interessa”.

Il progetto di Imola risale al 2007. “Ci aveva lavorato anche Giacomo Venturi e con lui una cosa così non sarebbe mai accaduta- attacca Manca- per dire la qualità delle persone”. Questa vicenda ha messo anche in luce “la debolezza della Città metropolitana- sostiene Manca- che dovrebbe essere una federazione di territori e non un crogiolo di persone che lotta per la propria visibilità”.  Manca rifiuta di essere il promotore di una nuova colata ma è convinto della necessità di nuove infrastrutture sul territorio. “Non ci può essere chi va con la sportina a Roma e chi chiede di aprire le inchieste” dice, facendo riferimento al contestato Passante Nord. Per Manca le opere sono necessarie allo sviluppo anche economico, in un momento in cui le aziende di costruzioni sono in crisi o sull’orlo del fallimento.
Una città metropolitana, insiste Manca, “non nasce senza infrastrutture del prossimo secolo, se ci fermiamo al secolo precedente. Guardiamo a Torino, Milano e altre citta” europee. Se vogliamo essere nodo europeo, non possiamo permetterci di essere un blocco”.

L’attacco poi si rivolge anche contro Merola: “Qui non va bene niente- attacca Manca- non sono soddisfatto. Non emerge l’indirizzo strategico della Città metropolitana, manca guida e collegialità”. Manca assicura di “non voler entrare nelle vicende bolognesi” e anzi dice di “voler aiutare” Merola in vista delle prossime elezioni. Ma avverte: “Consiglio di dedicare tempo, energie e risorse alla Città metropolitana”. Insomma, secondo Manca “è necessaria una scossa. Spero che questo gesto serva per affrontare il problema”.

La risposta del sindaco metropolitano non si fa attendere: “Oggi ho approvato i provvedimenti relativi al PSC di Imola, tranne l’ambito non compatibile con gli indirizzi del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che non permettono edificazioni. Dunque una guida c’è, anche se in questo caso non rispondente ai desiderata di un Comune” scrive in una nota Merola.  “Quello che manca non è un indirizzo strategico ma risorse, autonomia finanziaria, autonomia organizzativa, per la nuova istituzione” aggiunge Merola che conclude: “Non abbiamo bisogno di scosse, ma di stare sul pezzo in questa difficile fase di transizione”.

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