Cipriani rilancia il centro sinistra: “A Bologna gli anti Pd minoranza velleitaria”

lorenzo ciprianiBologna, 30 nov. – “C’è una componente minoritaria sia nell’assemblea federale sia tra gli scritti che ha già deciso, e ritiene di dover andare contro il Pd a prescindere”. La spiega così la spaccatura interna ai vendoliani Lorenzo Cipriani, consigliere comunale eletto nel 2010 nella lista “Con Amelia per Bologna con Vendola” e ora impegnato nello scontro interno a Sel sul rinnovo dell’alleanza con il Pd del sindaco Merola in vista delle comunali della primavera 2016. Dopo l’autoconvocazione di 60 iscritti che hanno messo in chiaro di cercare un’alternativa al Pd e al vecchio centro sinistra, Cipriani assieme alla coordinatrice Egle Beltrami, ha rilanciato con poco meno di un centinaio di firme se non pro Pd possibiliste rispetto al rinnovo dell’alleanza di centro sinistra che governo Bologna. “Il centro sinistra è la formula migliore per governare i territori”, dice Cipriani. “Gli unici momenti in cui la sinistra ha potuto contare, andare il governo e battare i populismi, è stato con esperienze di centro sinistra. Tutte le altre esperienze sono state velleitaire o ridicole, e penso alla sinistra arcobaleno. E ricordiamo che se l’unico obiettivo è quello di cacciare il Pd, allora l’elettora bolognese voterà il Movimento 5 Stelle. Tutto il resto è velleitarismo puro”

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“La componente maggioritaria di Sel – spiega Cipriani – ritiene che non si possa ricominciare ogni volta tutto da capo. A prescindere dal Pd nazionale di Renzi, occorre valutare se il percorso fatto con l’assessore Amelia Frascaroli sia positivo e percorribile per altri 5 anni. I compagni che hanno già scelto diversamente – continua il consigliere – hanno anche scelto di non volersi confrontare all’interno di un percorso decisionale”. Cipriani parla di “uno sparuto gruppo di persone” che nell’assemblea federale di Sel Bologna “ha abbandonato la sala”. “Se quelcuno pensa di essere maggioranza allora rimanga in assemblea e voti. Se invece se ne vuol dire che le cose stanno diversamente”.

Cipriani, che l’alleanza con Frascaroli vorrebbe rilanciarla per i prossimi anni – “per occuparsi degli ultimi, cosa che questa amministrazione sta facendo” – mette in chiaro di non sentirsi in nessuna maniera vicino al Pd di Renzi, “anzi bisogna andare contro quel Pd che però non è in continuità con il Pd e il centro sinistra di Bologna”. “Abbiamo un sindaco indagato per non avere effettuato degli sgomberi e per avere riallacciato l’acqua agli occupanti andando contro una legge nazionale, così come siamo in una città che ha chiuso il Cie di via Mattei”, spiega Cipriani che aggiunge: “Se non ci sarà Merola e il centro sinistra, a governare la questione abitativa sarà la Lega Nord o il Movimento 5 Stelle”. Cipriani polemizza anche con l’ex assessore Alberto Ronchi. “Dice di voler vendere le azioni di Hera? Assolutamente contrario, qualunque accordo politico col prossimo sindaco dovrà mettere al sicuro le azioni di Hera. Non devono e non possono essere vendute”. Altra stoccata quella contro Cathy La Torre, ora nel gruppo consigliare di Sinistra Italiana assieme all’indipendente Mirco Pieralisi. “A settembre – attacca Cipriani – stava organizzando una lista per sostenere Merola definendolo il sindaco più a sinistra di Bologna dopo Dozza”. “C’è un piano nazionale che vuole la dissoluzione del partito – conclude il consigliere comunale – io in questo momento voglio concentrarmi su Bologna e sul ruolo di centro sinistra”.

la torre pieralisi sinistra italiana“Ai compagni di Sel ricordo che il simbolo ci è stato concesso all’unanimità dal gruppo parlamentare e dalla segreteria nazionale, quindi quella non in linea non sono io ma loro”. Così Cathy La Torre, che insieme a Mirco Pieralisi ha creato il gruppo Sinistra italiana-Sel tra i banchi del Consiglio comunale di Bologna, risponde alle critiche dei vendoliani che (come Lorenzo Cipriani) non condividono la scelta di rompere con il Pd. “Siamo in linea con con il ragionamento nazionale e collettivo”, manda a dire La Torre: si prende atto che la stagione del centrosinistra è finita e questo “perché Renzi ha voluto il partito della nazione”. Proprio oggi la presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi, ha formalmente comunicato all’aula la nascita del nuovo gruppo (capogruppo Pieralisi). Dai due consiglieri è anche arrivato un voto “da opposizione”, con l’astensione sul Piano di azione ambientale della Regione Emilia-Romagna: pesa il ruolo “inusitatamente forte” di Hera, spiega La Torre. Tornando alle motivazioni più ampie che hanno portato alla nascita del nuovo gruppo, “già dopo lo sgombero di Atlantide avevamo dichiarato che non ci sentivamo più parte di questa maggioranza e gli ultimi eventi non hanno che fatto aumentare il nostro disagio”, dichiara La Torre, citando ad esempio il dibattito sul People mover. Detto questo, “non diamo un giudizio del tutto negativo sul sindaco, ma negli ultimi tempi Merola è stato troppo ondivago”. Insomma “è lui che deve decidere cosa fare da grande”, manda a dire la vendoliana, riprendendo una formula spesso usata dallo stesso sindaco: “Non può dire che governa bene con Sel e allo stesso tempo strizzare l’occhio alla parte del suo partito” che, su temi come casa e spazi sociali, incarna una visione “appiattita sulla legalità e l’ordine pubblico”. Per La Torre, semmai, il passo è anche tardivo: “Saremmo dovuti uscire dopo il referendum sulla scuola pubblica”, spiega la consigliera, ma non avvenne perché “ancora eravamo in una stagione in cui pensavamo di poter incidere”. Per quanto riguarda Pieralisi, “indipendente ero e indipendente resto”, dice. Tra i motivi alla base della sua scelta, Pieralisi cita su tutto la “pugnalata data agli insegnanti con il cambio di contratto, un vero e proprio Jobs act delle maestre”. E ora, aggiunge, “va costruita un’alternativa per fare meglio le cose che pura questa Giunta ha fatto e farne altre non realizzate nonostante il mandato dei cittadini”. Allo stesso tempo, vanno finalmente imboccate “strade finora neanche intraprese sulla gestione dei beni comuni e la partecipazione dei cittadini”.

Su tutt’altra posizione si mantiene un’altra esponente vendoliana, Milena Naldi, presidente del San Vitale. “Sono totalmente in disaccordo con la decisione personale con cui l’ex capogruppo- dichiara Naldi- va dietro ad una dinamica nazionale con cui sta imponendo ai territori di decidere in anticipo e con una modaltà priva di contenuti le future alleanze”. Al contrario, per il 2016 bisogna “lasciar da parte le dinamiche nazionali” e tener conto del fatto che “sui territori decidono i territori”, commenta Naldi. La presidente del S.Vitale dichiara che l’obiettivo dovrebbe essere “immaginare un progetto di città in controtendenza rispetto alle spinte renziane di neocentrismo e alle vocazioni separatiste”.

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