Chiude per lavori la scuola d’infanzia. Quartiere Porto in tilt

scuola infanzia marzabotto porto

Foto agenzia Dire

Bologna, 15 apr. – Bimbi trasferiti, posti in meno negli asili, una sezione di materna comunale cancellata. La chiusura per lavori (non più rinviabili) del nido e della scuola dell’infanzia “Marzabotto” manda in tilt il quartiere Porto e il settore istruzione del Comune di Bologna, che si è trovato a dover approntare soluzioni di emergenza per i bambini già iscritti nelle due strutture e che dovranno traslocare: i primi nel vicino nido “Cavina”, i secondi nella scuola privata “Pagani” di via Piero della Francesca, zona Battindarno, ”requisita” da Palazzo D’Accursio dopo un’infruttuosa ricerca tra i propri immobili.

Naturalmente i genitori non l’hanno presa bene. I più  arrabbiati sono quelli dei bimbi della materna che hanno saputo della chiusura della struttura a iscrizioni terminate. Quindi, quelli che l’hanno indicata come prima scelta nell’ultimo bando dovranno rinunciare per forza di cose. Grande preoccupazione anche tra le famiglie dei più piccolini che, nell’incontro di ieri sera con i rappresentati di Istituzione scuola e amministrazione hanno chiesto precise garanzie non solo sulle modalità del trasferimento dei bambini (e di tutte le loro educatrici, non sarà così per i collaboratori) al “Cavina”, ma anche certezze sul fatto che a fine lavori, quindi tra due anni almeno, il nido “Marzabotto” riaprirà come comunale e con tutte le attuali sezioni, dai lattanti ai grandi.

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Che resti un nido comunale è una certezza. Intanto, abbiamo fatto di tutto per garantire la continuità educativa”, li ha rassicurati la direttrice dell’Istituzione per i servizi educativi, Marina Cesari. Restano i disagi per chi frequenta il nido e la materna “Marzabotto”, ma anche per le famiglie che hanno iscritto o stanno per iscrivere, nel caso nidi, i loro figli nelle strutture del quartiere Porto. La sezione dei tre anni della materna “Marzabotto” non riaprirà. “Cercheremo di integrare con posti in più nelle altre scuole, per cercare di mantenere invariata l’offerta”, rintuzza Pepe, che conferma che il Comune sta pensando di chiedere a Cadiai di aprire una senzione per i tre anni nella paritaria Progetto 1-6 di via Pier de’ Crescenzi (presumibilmente a pagamento). Basta per rassicurare i genitori? Non proprio, visto che le famiglie hanno promesso di mantenere la massima attenzione su tutto l’iter avviato dal Comune e chiesto di essere coinvolti e aggiornati. Le “Marzabotto” verranno completamente ricostruite. A settembre, a edifici vuoti, inizieranno le verifiche necessarie alla stesura dei progetti definitivi (a budget ci sono tra i 2 milioni e i 2,5 milioni di euro). Due anni dopo saranno restituite al quartiere. Sul dopo all’amministrazione sono state chieste precise garanzie, a partire dalla ricostituzione di un gruppo di lavoro storico, con educatrici e collaboratori, apprezzato da famiglie e addetti ai lavori (è l’unica struttura dove si porta avanti un progetto stutturato di outdoor). “Senza lo stesso personale, se anche si costruisce la rolls royce degli asili, ci ritroveremmo con un triciclo”, avverte la presidente dei comitato di gestione del Marzabotto, Camilla Castoldi. I genitori hanno chiesto garanzie anche sull’adeguatezza degli spazi del “Cavina” (di fatto il salone adibito alla psicomotricità) che andranno ad ospitare i bimbi trasferiti. “Ci sono spazi adeguati per aumentare la capienza del nido nel rispetto della legge regionale”, risponde Vassuri (Dire).

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