“Chiedo trasparenza al Sant’Orsola, e vi spiego il perché”

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In foto Roberto Finzi

Bologna, 8 nov. – Prima si è rivolto all’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi. Poi, visto che non ha ottenuto tutte le risposte che cercava, obtorto collo si è appellato direttamente alla giustizia con un esposto alla Procura della Repubblica di Bologna. Roberto Finzi la sua battaglia la sta combattendo dal 27 aprile 2015, data del decesso di Mirella Bartolotti, sua moglie. Per un mese e mezzo, poco prima di morire, la signora Bartolotti è stata ricoverata al Sant’Orsola, ed è proprio questo lasso temporale che Finzi, forte della sua professione di storico, ricostruisce nei minimi dettagli nel suo libro “Il cittadino e il Direttore Generale. Un titolo dove la scelta delle maiuscole non è casuale.

“La mia battaglia non è contro i medici o la sanità – spiega l’autore – ma contro la grigia burocrazia che non risponde, e che quando lo fa reagisce con sufficienza e fastidio”. Nel pamphlet di 98 pagine edito dalla Casa editrice Odoya Finzi racconta del trattamento di sua moglie in ospedale e di quelli che lui giudica soprusi (ma su questo deciderà il giudice), ma soprattutto racconta la sua lotta per ottenere trasparenza. Trasparenza sulle scelte sanitarie seguite dai medici che hanno assistito sua moglie, trasparenza sull’indagine interna fatta dal Sant’Orsola e che, nonostante le richieste, Finzi non ha mai potuto consultare.

Una “battaglia civile“, la definisce così l’anziano professore fuori ruolo dell’Università di Bologna. “Lo faccio per tutti quelli che non hanno i miei strumenti e le mie competenze”. La speranza, dopo un esposto in Procura, un libro pubblicato e articoli arrivati anche sulle pagine nazionali dei quotidiani, è che il Sant’Orsola decida di rispondere in maniera puntuale e trasparente.

Il podcast della puntata di Boulevard, ogni martedì dalle 12 alle 12.30 su Radio Città del Capo.

 

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