“Cervelli in fuga” discriminati sul lavoro

29 lug. – Discriminato sul lavoro perché straniero. E’ la storia di Andrea Raccanelli, ricercatore che nel 2000 passa dal CNR di Bologna alla Max Planck di Bonn, la principale società di ricerca tedesca. E’ tra i vincitori di una borsa di dottorato di ricerca ma scopre, poco dopo, che la società tedesca tratta i propri dipendenti in maniera molto diversa. Ai dottorandi tedeschi vengono offerti contratti regolari, agli stranieri, lui compreso, invece, vengono negate la previdenza sociale e le tutele legali previste dal contratto. La società così risparmiava 24 mila euro per ogni lavoratore straniero, circa 500 mila euro in un anno.
E’ il 2001 quando Andrea Raccanelli inizia la propria battaglia legale contro il colosso tedesco. Prima però, il fisico italiano, raccoglie un dossier con i casi di altri 2.000 ricercatori stranieri che subiscono gli stessi trattamenti contrattuali.
La strada per avere giustizia è ancora lunga. Anche se nel 2004 la Corte Europea ha dato ragione ad Andrea Reccanelli riconoscendo che la Max Planck violava l’articolo 39 del trattato europeo sulla libera circolazione dei lavoratori, il tribunale di Bonn nel 2008 ha dato ragione alla compagnia tedesca che nel frattempo aveva modificato i propri regolamenti.
Lo studioso italiano si è rivolto al patronato Inca Cgil che assieme al sindacato dell’Emilia Romagna sta seguendo il caso. La sentenza d’appello, già emessa, sarà depositata tra qualche settimana.

Ascolta Andrea Raccanellisound-1

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.