Centro storico, mobilità e collaborazione. Merola racconta 5 anni di mandato

merola assessoriBologna, 17 feb. – Le pedonalizzazioni dei Tdays durante il weekend, il centro storico più bello dopo i 6 milioni investiti per i cantieri, le nuove ciclabili, i 20mila metri di muri del centro ripuliti dai volontari delle squadre no-tag, il turismo che aumento a vista d’occhio. E’ così che il sindaco Merola ha scelto di aprire la conferenza stampa di fine mandato, un modo per fare il bilancio di 5 anni di amministrazione in vista del voto di giugno. Un primo tempo lungo mezzo decennio che il sindaco definisce “difficile ma – aggiunge – siamo riusciti ad assicurare alla città il cambiamento di cui aveva bisogno”. In attesa di un secondo tempo, l’eventuale secondo mandato “che sarà migliore del primo e ci farà vincere il campionato”.

Circondato dai suoi assessori, Merola parla di Bologna come di una città “che per prima sta uscendo dalla crisi. Abbiamo lavorato per chiudere i conti con il passato, le tante opere rimaste non fatte”. Due i ringraziamenti particolari: a Marilena Pillati, assessore alla scuola, e ad Amelia Frascaroli, che in giunta si occupa di welfare. Due settori dove non a casa ci sono state più problemi in assoluto. Sulla scuola Merola ha ricordato l’azzeramento delle liste d’attesa per la scuola d’infanzia e l’assunzione di 168 educatrici nei nidi e 79 insegnanti nelle scuole d’infanzia. Non ha parlato del referendum sulla scuola. Mentre sul fronte casa il sindaco ha ricordato i 140 appartamenti di transizione e il Galaxy per fare fronte all’emergenza abitativa. “Sulla legalità dobbiamo fare di più per quanto riguarda il rispetto delle regole civiche”,dice il primo cittadino ricordando lo strumenti dei patti di collaborazione”. “Siamo indagati per aver dato l’acqua a gente che non l’aveva, quindi non è che siamo dei criminali, il nostro esempio di legalità l’abbiamo dato, ma occorre diffonderlo e coinvolgere sempre di più i cittadini”, ha aggiunto il sindaco.

La Bologna di oggi, ha spiegato il sindaco a chi gli chiedeva della città, è “sicuramente divisa” e come amministrazione “abbiamo cercato di fare di tutto per tenerla unita e per evitare contrapposizioni. Credo che il grosso dei cittadini ci abbia compreso e siamo fiduciosi. La divisione è su questioni che riguardano ad esempio i nuovi cittadini. Su questo io credo sia importante, per quanto ci riguarda, tenere ferma la barra: rispetto delle regole, accoglienza, solidarietà e soprattutto il comprendere che con la paura e il rancore siamo condannati al declino”. Aggiunge il sindaco: “Il risentimento non è solo un fatto bolognese, è diffuso a livello nazionale. Il malumore, la protesta, il lamento, il non sotto casa mia è un dato nazionale rispetto al quale, però, Bologna- confida Merola- ha numerosi anticorpi, e se dico che la città è diviso non vuol dire che sia aumentato il razzismo. E’ solo aumentato il malumore, la percezione di insicurezza o certe mitologie urbane per cui ad esempio si dà la casa prima agli stranieri e poi agli italiani”. Insomma “molte cose non suffragate da fatti- assicura il sindaco- ma che contribuiscono a creare un clima in cui si può annidare il rancore”.

Dopo il tour nei quartieri effettuato all’insegna dello slogan “Collaborare è Bologna“, il sindaco Virginio Merola si prepara a fare il bis per tirare le fila di quanto emerso grazie ai sei incontri già realizzati. Con il giro nei quartieri il Comune ha raccolto dai cittadini 473 proposte individuali e 73 schede di gruppo. Con questo bilancio alla mano, “a marzo tornerò nei quartieri per dire quali sono le idee che abbiamo accolto e che realizzeremo”, afferma il sindaco, ricordando che su questo fronte “siamo pronti ad investire dieci milioni di euro“. Un iter di progettazione partecipato, dunque, che Merola intende confermare “anche per il prossimo mandato, riproponendo il percorso ”Collaborare è Bologna” ogni anno”

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