Il Cassero andrà a bando?

Bologna, 18 mag. – E’ giallo sul futuro del circolo Arcigay Il Cassero all’ex Salara. A fine 2016, quando scadrà la proroga di circa un anno e mezzo, “il bando si farà” ha detto Claudio Mazzanti, capogruppo del Pd al Comune di Bologna, salvo poi fare dietro front in serata. “La proroga era una possibilità amministrativa” di cui l’amministrazione ha deciso di usufruire, aveva detto Mazzanti, ma “a scadenza” della convenzione “si farà il bando”, perché “questa era l’unica proroga consentita dalla convenzione vigente”.

A sera, lo stesso capogruppo ha dichiarato che “sarà la prossima amministrazione a decidere se fare un bando o una nuova convenzione, come si è già fatto in passato. Frasi simili a quelle dell’assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, nell’ultimo question time. Alle dichiarazioni di Mazzanti erano seguite, nel corso della giornata di oggi, le immediate proteste dello storico circolo Arcigay cittadino, di Sel e dell’ex parlamentare Franco Grillini.

Il presidente del Cassero, Vincenzo Branà si era detto stupido di venire a conoscenza della decisione solo tramite la stampa. Da un lato, secondo Branà, ha fatto bene l’amministrazione a rimandare il dibattito sul Cassero ad un momento “di lucidità migliore”, lontano dalle polemiche degli ultimi mesi. Dall’altro però le dichiarazioni del capogruppo Mazzanti, per il presidente del Cassero, sono una sintesi di un dibattito che doveva ancora aprirsi, “uno stile un po’ deludente e che ritratta la scelta fatta nel 1982”. 

Le dichiarazioni di Mazzanti hanno fatto subito arrabbiare Sel. All’ipotesi di procedere con un bando “sono contrarissima”, aveva commentato la capogruppo Cathy La Torre: “Se si fa il bando per il Cassero allora bisogna farlo per tutti, ma non mi sembra molto intelligente aprire una guerra fra le diverse realtà”. Al contrario, sarebbe “molto più intelligente mettere in circolo nuovi spazi”, aggiunge la vendoliana. Nel frattempo, La Torre ha criticato anche la decisione di prorogare la convenzione per un anno e mezzo. “Non l’ho capita”, afferma la consigliera comunale.
“Il regolamento dava la possibilità di prorogare ma mi pare che la convenzione fosse triennale” e, dunque, anche la proroga poteva avere questa estensione, argomenta La Torre. Oppure, se l’amministrazione riteneva opportuno “ricontrattare i termini” della convenzione, come già accaduto in passato, per La Torre questo “lo si poteva fare già ora”. Invece, la Giunta sembra “voler semplicemente affrontare il discorso dopo le elezioni”, conclude la vendoliana.

Boccia la proroga, infine, Valentina Castaldini di Ncd. “Abbiamo presentato denuncia per iniziative non proprio ”istituzionali” come lo sbattezzo-day. Abbiamo approvato all”unanimità- scrive Castaldini su Facebook- un odg in Consiglio per fare un bando pubblico, per non affidare sempre agli stessi quella sede” e “provare a ripristinare un pochino di legalità”. E invece “il bando non ci sarà”, perché il sindaco Virginio Merola e l’assessore Alberto Ronchi “hanno scelto, per evitare problemi- attacca l’alfaniana- di prorogare la convenzione fino alle prossime elezioni”. Questa è “una triste storia”, conclude Castaldini, ma anche una storia che “per quello che mi riguarda non ha ancora scritto la parola fine”.

 

 

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