Case popolari. Malagoli: “Necessarie risposte legali all’emergenza casa”

Bologna, 29 apr.- Patente a punti per gli inquilini delle case popolari e nuovo regolamento d’accesso: queste le modifiche principali al regolamento delle case Acer proposte oggi in commissione consiliare.

Nel corso del 2014 a Bologna l’Acer è dovuto intervenire negli appartamenti per comportamenti che il “rispetto generico”, il rispetto degli orari di silenzio, la rimozione di masserizie e di auto, la pulizia delle scale e molti altri. A seguito di queste violazioni spesso reiterate sono risultate, infatti, fondamentali modifiche più incisive al regolamento d’uso.  Come già annunciato all’inizio dell’agosto scorso, l’idea di  Riccardo Malagoli, assessore comunale alla Casa, “è quella di una patente a punti, perché chi non riesce a stare nell’ambito di una civile convivenza a lungo andare è giusto che perda il diritto ad avere l’appartamento”. Si sta lavorando sulla proposta, specifica Malagoli, anche con i cittadini residenti negli appartamenti erp. Ancora, però, non è stato stabilito quando la proposta di modifica verrà presentata in Consiglio.
C’è anche la necessità, continua, di istituire degli accertatori che in quanto pubblici ufficiali possano intervenire con sanzioni certe che oggi “è difficile erogare non avendo uno strumento tecnico” adatto.

Il Comune, intanto, lavora anche al nuovo regolamento d’accesso pensando di portarlo in Consiglio entro giugno. Ci saranno alcune modifiche rispetto a quello dell’anno scorso, ma si terrà anche conto “delle modifiche dei requisiti di accesso e permanenza mandate dalla Giunta regionale che vedranno la luce a settembre”. Insomma, si aspetta di “vedere assieme alla regione cosa saranno le nuove isee che dovranno essere prodotte dagli inquilini e si farà una valutazione soprattutto per portare equità nelle case popolari”.

Secondo Malagoli, nonostante l’impegno del Comune nel gestire l’emergenza casa, non si riesce a dar risposta a tutti coloro che ne hanno bisogno. Ma non si può pensare che, continua l’assessore: “famiglie che perdendo il lavoro perdono tutto restino accampate sotto i ponti di Bologna”. E’, quindi, necessario trovare delle soluzioni e “le stiamo cercando attraverso il protocollo con la prefettura legalizzando situazioni che esistono e che non possiamo far finta di non vedere”. Insomma, “l’ordinanza del Sindaco, che porta l’acqua dove ci sono persone anziane e bambini, è un‘ordinanza di civiltà“. Perché le occupazioni non sono certo appoggiate dal Comune, ma di fatto ci sono e quindi “abbiamo cercato di trovare una via legale per dare una risposta ai bisogni di queste persone”.

“Come amministrazione comunale abbiamo sempre chiesto al ministro Lupi una modifica all’articolo 5“, che impedisce a chi occupa abusivamente un immobile di chiedere la residenza o l’allacciamento ai pubblici servizi. La modifica richiesta riguarderebbe “il bene primario dell’acqua in un momento in cui la salute pubblica deve essere salvaguardata”.

di Clara Vecchiato

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