Case popolari. Graduatorie chiuse agli occupanti per dieci anni

Bologna, 19 ott. – Giro di vite per chi occupa una casa popolare a Bologna: non potrà per dieci anni iscriversi alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica. Il nuovo regolamento Acer, presentato in commissione comunale a Palazzo D’Accursio, ha recepito appieno la nuova normativa regionale. Gli occupanti abusivi, una volta sgomberati, avranno anche “l’obbligo di saldare eventuali danni” causati all’appartamento.  Viene recepito anche il criterio dei tre anni di residenza in Regione necessari per fare la domanda. Una norma in passato criticata dagli stessi assessori bolognesi al welfare e alla casa Amelia Frascaroli e Riccardo Malagoli.

Nelle case Acer, nel frattempo, proseguono i controlli a tappeto sulle dichiarazioni degli assegnatari e i risultati sono significativi. La metà delle nuove domande per l’assegnazione di un alloggio Erp a Bologna riportano un Isee diverso da quello che emerge dai controlli a tappeto effettuati da Comune e Acer. Sono difformità che comportano una retrocessione o addirittura la fuoriuscita dalla graduatoria ma, come ha specificato lo stesso Malagoli, “non significa che sono tutti casi in cui si prova a fare i furbi”. Basta, ad esempio, che tra quando una persona calcola l’Isee e fa la domanda, la stessa persona trovi o cambi lavoro migliorando il proprio reddito: l’Isee (regolarmente) presentato per la richiesta risulterà più basso di quello rilevato al momento dei successivi controlli. A seconda delle specifiche situazioni, in casi di questo tipo si perdono punti o si finisce fuori dalla graduatoria.

Nel nuovo regolamento, inoltre, come ha ricordato qualche giorno fa anche il sindaco Virginio Merola, si dà agli assegnatari la possibilità di effettuare lavori di ripristino dell’alloggio scontando le spese dal canone. Si conferma, poi, la decisione di velocizzare le assegnazioni: niente più visite, i potenziali assegnatari dovranno scegliere sulla base di planimetrie e foto (ad esclusione dei portatori di handicap, per i quali resta la possibilità di sopralluogo). Un passaggio, questo, “non del tutto condiviso dai sindacati- afferma Malagoli in commissione- ma che intendiamo introdurre ugualmente”. Tra le altre novità, nei casi di decadenza per superamento del limite di reddito non si applicherà più la maggiorazione del 20% ma scatterà il canone concordato.

 

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