Case popolari, arrivano le nuove regole. Turn over per 344 famiglie

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Case popolari al Pilastro

Bologna, 10 nov. – Dal 1 gennaio 2017 cambieranno i criteri di accesso e permanenza negli alloggi pubblici del patrimonio Erp. Lo ha stabilito la legge regionale 894 approvata a luglio. Col nuovo anno la soglia Isee per rimanere in un alloggio di edilizia popolare viene fissata a 24.016 euro di reddito Isee e 49.000 euro di patrimonio mobiliare (attualmente soglia Isee è di 34.038 mentre non c’è tetto al patrimonio).

“Questi nuovi limiti – spiega la città metropolitana di Bologna -porteranno ad un inevitabile rotazione degli alloggi visto che sono circa 10 mila nel territorio metropolitano i nuclei in lista d’attesa e l’attuale saldo tra chi esce e chi entra è fermo allo 0,2%”. Nel concreto usciranno dalle case Erp 344 nuclei a Bologna e 151 nel resto del territorio metropolitano. Saranno invece altri 185 nuclei che a Bologna (73 nel resto del territorio metropolitano) che potranno usufruire di deroghe temporali individuate dalla Città metropolitana in coerenza con la norma regionale. regionale. Le deroghe riguarderanno, al massimo per due anni, nuclei con presenza di disabili, anziani e minori in carico ai servizi sociali a condizione che non superino di oltre il 20% la soglia Isee e non posseggano un patrimonio mobiliare superiore a 58.800 euro.

Rimane invariata la soglia per accedere agli alloggi pubblici (17.154 euro di Isee e 35.000 euro di patrimonio mobiliare).

Ne abbiamo parlato con la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini, con Sonia Sovilla della segreteria della Cgil di Bologna e con Mauro Colombarini del sindacato degli inquilini Sunia. Gualmini ha spiegato il perché della riforma. “Un maggiore turn over è necessario visto che ci sono 120 mila persone che aspettano una casa popolare. Molti sono più poveri di quelli che da anni hanno un alloggio popolare”. Il Sunia chiede però di prestare attenzione a chi uscirà dalle case popolari, “visto che si tratta per la maggior parte di over 70. Questo è un dato che non si può sottovalutare”, spiega Colombarini. Sonia Sovilla della Cgil invece, pur non bocciando i nuovi criteri che avvieranno un maggiore turn over nel patrimonio Erp, chiede alla Regione di costruire “tutto quel pezzo della filiera abitativa che ora manca”. Si parla cioè dell’housing sociale, delle case messe in affitto dal pubblico con un canone calmierato, insomma tutte quelle soluzioni che stanno tra la casa popolare classica, con il suo canone spesso inferiore ai 100 euro al mese, e i prezzi del libero mercato. Sovilla fa poi un appello al Comune di Bologna: “Da qui parte un’iniziativa per riaprire l’enorme patrimonio pubblico inutilizzato, bisogna smuovere qualcosa anche a livello di governo centrale”

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