Casalecchio, ex Sapaba. È battaglia tra ambientalisti e Comune

Casalecchio, 8 mag. – Area 9 del Comune di Casalecchio di Reno, adiacente al fiume Reno: la chiamano “ex Sapaba” perché qui fino al 2011 era attiva l’omonima società produttrice di ghiaie e affini. Una cava dove si estraevano e trasformavano asfalti bituminosi, successivamente dismessa, al posto della quale sorgerà un complesso residenziale di 29.457 mq. A prevederlo c’era un Piano particolareggiato approvato già dal 2009 ma rimasto bloccato per anni, colpevoli la crisi del settore edilizio e i fallimenti delle società costruttrici. Finché, a dicembre del 2017, il consiglio comunale non ne ha approvata una Variante che, secondo l’assessore con deleghe alla Pianificazione del territorio e all’Edilizia del Comune di Casalecchio di Reno, Nicola Bersanetti, sarebbe una versione “migliorativa” del Piano precedente, “in termini di disegno dell’urbanizzato, permeabilità dei suoli e ricucitura”.

Non sono d’accordo però le associazioni ambientaliste Legambiente e Wwf, molto critiche per quanto riguarda l’impatto che il comparto avrà sull’ambiente e il territorio: traffico, inquinamento del suolo, cementificazione. Il nodo da sciogliere per Legambiente e Wwf è quello della valutazione di sostenibilità, che ancora manca perché fin dal 2009 il Piano fu adottato senza essere sottoposto alle procedure di Vas-Valsat (valutazione ambientale e territoriale) e Vinca (d’incidenza). E il motivo, spiega l’assessore Bersanetti, fu prettamente amministrativo, in quanto “la relazione ambientale valutò di non assoggettare giuridicamente il terreno”. Le associazioni chiedono quindi che la valutazione sia eseguita oggi, anche per poter conoscere i rischi riguardanti la presenza di agenti inquinanti nel suolo. Anche se, in fase di dismissione e demolizione del sito produttivo, Bersanetti spiega che venne eseguito il piano di caratterizzazione ambientale previsto per legge e “non furono trovati elementi inquinanti significativi”. Ci fu effettivamente “la classica bonifica – prosegue Bersanetti – e poi successivamente tutto si è fermato, ma solo perché si è fermato il Piano”.

Si teme inoltre che il futuro insediamento residenziale, con una crescita teorica del numero di abitanti pari a +736, possa portare ad un aumento del flusso di traffico all’area. Ma, secondo l’assessore Bersanetti, il problema non si porrebbe poiché il “carico urbanistico della residenza è più limitato” rispetto a quello di qualsiasi altro sito, poiché concentrerebbe gli spostamenti dei residenti in pochi momenti della giornata. Sul fronte della viabilità, l’obiettivo del Comune rimane quello di “ridurre al minimo quella interna, con una forte attenzione alla mobilità sostenibile”; infatti, aggiunge l’assessore, acquisendo i “12 ettari di parco fluviale” dalla proprietà, sarà possibile “ricucire le piste ciclabili che costeggiano il lungo fiume” ed oggi sono interrotte. Proprio l’aumento della superficie di verde pubblico rappresenta l’unica nota positiva della Variante individuata da Legambiente e Wwf.

L’intervista a Nicola Bersanetti.

      Nicola Bersanetti, assessore Casalecchio

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