Sorpresa: le carceri non sono più sovraffollate

Bologna 6 mag.- “È a norma il numero di persone detenute nelle carceri emiliano-romagnole, c’è, cioè corrispondenza tra posti regolamentari e persone presenti. E anche a livello nazionale il numero di detenuti si è fortemente ridotto passando da 64 mila a 54 mila”.

Il cambiamento, spiega l’avvocato Desi Bruno che è la garante dei diritti dei detenuti dell’Emilia Romagna, è iniziato solo grazie alla spinta data dalla Corte europea dei diritti con la condanna dello Stato italiano per trattamenti inumani e degradanti nelle carceri, la cosiddetta sentenza Torreggiani. In un anno è stato richiesto al nostro Paese un cambiamento che portasse a disposizione di ogni detenuto uno spazio vitale minimo di 3 mq. La situazione è quindi migliorata anche se ancora non si può parlare di “grandi spazi detentivi”.

Per raggiungere questa nuova situazione son state necessarie “modifiche normative – continua Bruno – che da una parte favorissero la fuoriuscita dal carcere e dall’altra riducessero la possibilità di ingresso attraverso un uso più mirato delle misure alternative, come per esempio un utilizzo maggiore degli arresti domiciliari”. Sicuramente anche la bocciatura da parte della Corte costituzionale della legge Fini-Giovanardi che ha portato a una nuova normativa in tema di stupefacenti con la distinzione tra droghe leggere e pesanti e l’eliminazione dell’arresto in flagranza di persone con modiche quantità ha aiutato a snellire il carico di detenuti.

Significativo per la tendenza alla diminuzione del numero di detenuti è l’arresto del piano carceri con lo stop alla costruzione dei nuovi padiglioni di Bologna e Ferrara. Le piccole carceri come quelle di Forlì e Ravenna saranno destinate a scomparire, anche se questa scelta non è condivisibile, dice l’avvocato Bruno, perché “le piccole carceri consentono maggiore vivibilità per i detenuti”.

Nella nostra regione il carcere di Bologna è quello in cui il calo numerico si è avvertito di più, passando da 1250 presenze nel 2010-2011 a 483 secondo la capienza regolamentare. Da tenere sotto osservazione c’è, invece, Parma dove il numero di ergastolani e persone a regime restrittivo per reati di mafia sono molti. La situazione è inoltre aggravata dalla presenza di un centro clinico che accoglie detenuti da curare da tutta Italia.

l’intervista all’avv. Bruno

di Clara Vecchiato

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.