Cannabis. Farina (Sel): “La schedatura è una pirlata voluta dai 5 stelle”

Bologna, 20 giu. – Non è ancora stata formalizzata (sembra lo sarà la prossima settimana) e la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis già fa discutere. Anche i favorevoli. Il punto più controverso, e avversato da buona parte del movimento anti proibizionista italiano, riguarda l’obbligatorietà della dichiarazione alla Prefettura in caso di coltivazione di cannabis per uso personale. “Questa è, come diciamo noi a Milano, una grande pirlata” dice il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Daniele Farina. Al vendoliano, ex leader del centro sociale Leoncavallo, non va proprio giù l’idea che, pur non essendo prevista una vera e propria autorizzazione, debbano essere schedati dalle Prefetture. “E’ la proposta dei grillini” spiega Farina, comunque favorevole alla proposta nel suo complesso. Anche se, avverte, “dovrà essere emendata durante la discussione”. Comunque, l’iniziativa partita dal sottosegretario Benedetto Della Vedova, radicale del gruppo misto, secondo Farina rimane “il più serio tentativo di tutte le legislature della Repubblica e anche con un livello evolutivo che non ha paragoni con nessuna delle proposte di legge depositate”. Questo perché, spiega Farina, la proposta dell’Intergruppo è un collage delle proposte del Movimento 5 Stelle, di Sel e del senatore del Pd Luigi Manconi.

La speranza del vendoliano è comunque che entro la pausa estiva si arrivi all’ufficializzazione della proposta con in calce il numero più alto possibile di firme di parlamentari. Questo, spiega Farina, potrà facilitare la presa in esame del Parlamento della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. E in quella sede, molte cose dovranno cambiare, spiega Farina, a partire “dalla schedatura” voluta dai grillini.

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