Cane al nido? Prima di Boris anche Ally e Pollon

Bologna, 28 apr. – Da due giorni il cane Boris è arrivato al nido comunale Fava, nel Quartiere Reno, nell’ambito di un progetto di pet education, voluto dal comitato di gestione, in cui i bambini sperimentano il rapporto con un animale. Ma Boris non è l’unico cane ad aver varcato la soglia di un nido comunale bolognese. Tre anni fa, nell’anno educativo 2012-2013, era già successo a Pollon, una cagnetta di piccola taglia, e ad Ally, un Border Collie, arrivati al Gozzadini (Quartiere Santo Stefano) grazie al progetto Educane. Una sperimentazione doppiamente pionieristica, perché non solo aveva coinvolto bambini e genitori – questi ultimi di solito i più restii e paurosi – nel rapporto con l’animale domestico, ma aveva anche percorso pionieristicamente le vie dell’outdoor education oggi diventata centrale nelle programmazioni di nidi e scuole dell’infanzia dell’Istituzione scuola di Bologna.

Il progetto del nido Gozzadini Educane e le cose che mi aiutano a scoprire il mondo era partito da esperienze di conoscenza del mondo attraverso i sensi, per concludersi con un focus sull’affettività, che, insieme ai genitori, si era scelto di affrontare proponendo ai bambini di prendersi cura di un cane, prima uno di piccola taglia, poi un cagnone. L’idea è divetata realtà grazie alla collaborazione con un’associazione di Ferrara che si occupa di pet therapy e grazie all’autofinanziamento dei genitori. “C’erano diversi bambini stranieri che, seguendo i retaggi familiari, non volevano avvicinarsi – racconta Gozzo -, poi, coinvolgendo i genitori, anche i bambini hanno superato la diffidenza”.

Il progetto del nido Fava, invece, rientra nel bando dell’Istituzione Scuola che quest’anno assegnava mille euro (120 mila euro complessivi) ai nidi e alle scuole dell’infanzia per realizzare proposte di qualificazione insieme a soggetti del territorio, in questo caso il centro anziani di Villa Bernaroli e l’associazione Anima Golden. “Nell’ottica dell’educazione all’aperto mancava l’educazione con un animale”, spiega la pedagogista Sara Di Fabrizio, così è arrivato Boris, “che poteva garantire un inizio molto dolce per bambini di 2-3 anni”. I genitori sono stati preparati e grazie alla conoscenza diretta con l’animale tutte le paure sono svanite. “Alcuni bambini erano intimiditi dalla presenza di questo cane che è più grande di loro”, spiega la pedagogista del nido Fava Sara Di Fabrizio, ma incontrandolo in piccoli gruppi, imparano ad avvicinarsi a lui senza infastidirlo e a arrivano a spazzolarlo. “Prendersi cura di un altro essere vivente favorisce l’autostima dei bambini”, aggiunge Di Fabrizio.  I piccoli “imparano che non è un giocattolo e che va avvicinato rispettandolo e secondo delle regole”.

Ci ha meravigliato lo scalpore che ha fatto l’ingresso di Boris al nido, perché per noi è un lavoro ordinario”, dice Micol Tuzi, pedagogista del nido Gozzadini e delegata sindacale delle Rsu per la Cgil, che spiega come è nato tre anni fa il progetto Educane: “Quando un datore di lavoro conosce quelle che sono le potenzialità del suo personale e le valorizza, queste cose diventano possibili”. Da allora si è aggiunta un po’ di burocratizzazione, aggiunge Tuzi, ma soprattutto “occorre vedere contesto per contesto se ci sono le condizioni organizzative, l’agio organizzativo di cui a volte oggi non disponiamo”, per esempio a causa della “carenza di supplenti e dei tagli di risorse in tutti i sensi”. Tuzi racconta anche come l’esperienza di Educane abbia regalato le prime parole di una bambina che fino ad allora non aveva mai parlato e per la quale il rapporo con l’animale è stato uno “stimolo affettivo e di contatto emotivo” decisivo.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.