“Cambiare l’accoglienza o ci saranno altre Gorino”

Bologna, 26 ott. – A Tabiano Bagni, frazione del comune di Salsomaggiore Terme, ci vivono circa 500 persone. E’ una gloriosa località turistica sviluppatasi sulle terme, come il capoluogo Salsomaggiore. Lì da un paio di anni ci vivono anche 150 profughi, divisi in tre alberghi. Ma chi ha deciso di ammassare così tanti richiedenti asilo in un paesino così piccolo? “I privati” risponde il sindaco, Filippo Fritelli: “La crisi del settore termale ha colpito duramente e alcuni albergatori hanno deciso nel 2014 di aderire ai bandi della Prefettura e da due anni ospitano profughi”. Prima pochi, poi, con l’aumentare degli sbarchi, sono aumentate anche le richieste di sistemazione della Prefettura di Parma. E così, ora, Tabiano è un polo dell’accoglienza. Su 20 mila abitanti, Salsomaggiore ospita in tutto il comune 230 profughi, la stragrande maggioranza proprio a Tabiano.

Il problema, secondo il sindaco, è che non si può demandare ai privati la gestione dell’accoglienza. Nei comuni limitrofi, evidenzia Fritelli, non ci sono profughi. Se Tabiano non ha visto le barricate di Gorino, secondo il sindaco, è perché “gli altri albergatori non vogliono danneggiare ancora di più l’immagine della propria località”. Dei 45 comuni della provincia di Parma, solo una ventina accoglie profughi. “Ognuno deve fare la sua parte” dice la vice presidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, ma al momento non ci sono strumenti per costringere i comuni a rispettare gli impegni presi in sede Anci. Se non la requisizione degli spazi come deciso dalla Prefettura di Ferrara a Gorino. La soluzione, secondo Fritelli, c’è ed è a portata di tutti: tramutare in legge l’accordo sottoscritto tra Anci e ministero dell’Interno. L’accordo, del settembre scorso, prevede che i comuni italiani che aderiscono al piano potranno ospitare una media di 2-3 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti. Al momento, si tratta di un accordo volontario, che nei fatti fa ricadere solo su alcuni territori il peso dell’accoglienza. Per Fritelli però il tema centrale è quello della gestione delle risorse: “Devono darli a noi i soldi, non direttamente ai privati”.

Di Gorino ci siamo occupati durante Oltre le Mura, con Annarita Bova, della Nuova Ferrara, e Luigi Ambrosio, di Radio Popolare, che hanno seguito l’assemblea pubblica di martedì sera in cui il sindaco Diego Viviani ha incontrato la cittadinanza; con Pietro Pinto, referente per l’Emilia Romagna del Dossier Statistico Immigrazione, abbiamo ragionato di come sia sbagliato parlare, numeri alla mano, di invasione; con Inti Bertocchi, dell’Istituzione per l’Inclusione Sociale e Comunitaria “Don Paolo Serra Zanetti” abbiamo parlato delle attività di inclusione previste dal progetto Bologna Cares.

 

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