Calibro 35: live from S.P.A.C.E.

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9 feb. – Un cambio di rotta, verso le stelle e oltre: con S.P.A.C.E. i Calibro 35 riescono a sorprendere tutti: l’ultimo album del quartetto è stato nostro disco della settimana e siamo riusciti a portare ancora una volta la band nei nostri studi, in occasione della data al Covo Club di giovedì scorso, per qualche brano dal vivo, ma anche per conoscere nei dettagli il nuovo lavoro. “Ci siamo divertiti parecchio: per la prima volta – e questa è la vera novità – abbiamo registrato il disco non emulando una modalità analogica, ma vivendola in studio”: così Massimo Martellotta, che conferma l’enorme importanza del Toe Rag Studio di Londra, dove S.P.A.C.E. è stato registrato. “Abbiamo fatto un po’ di ricerche una volta deciso che il disco sarebbe stato ispirato allo spazio. Era scontato che uscissimo fuori dai nostri giri soliti: spostarci a Londra, come abbiamo già fatto una volta andando a New York, era perfetto. E quegli studi sono come un museo che ti fa rivivere una session come se fosse il 1966: al di là delle macchine, è stata bella l’attitudine di registrare usando le orecchie, più che gli occhi, visto che di solito si è sempre incollati ai monitor“. “Sapevamo bene qual era il territorio in cui muoversi, con un buon equilibrio tra scrittura e improvvisazione: ci sono tre brani nati da jam, poi fissati su bobina in forma più scritta”, ha aggiunto Luca Cavina. In bobina, già, su cui ha agito “con giacca, forbici e taglierino” il regista della band, Tommaso Colliva.

Un suono influenzato non solo dall’ambiente analogico e da alcuni synth entrati nell’armamentario della band, ma dalle libraries musicali: “Ci siamo avvicinati a questo interessante mondo di musiche di commento, di servizio, ‘a tema’ anche perché i riferimenti musicali della fantascienza non sono estesi come quelli del poliziottesco, per esempio”, ha continuato Martellotta, raccontando nell’intervista che potete sentire qua sotto come quest’album sia il più concertato tra quelli finora pubblicati dai Calibro. “Ci siamo mandati brani musicali, suggestioni da film, titoli di Urania: e il più nerd sulla fantascienza è di certo Enrico Gabrielli“: così Martellotta ha passato la palla al polistrumentista che ci ha consigliato alcune case editrici di nuova fantascienza. “Non pochi considerano Urania mainstream o esterofila”, ha puntualizzato. “Da quella collana abbiamo preso delle suggestioni per i titoli, ma per esempio – tra i film – c’è molto de La decima vittima di Elio Petri e la fantascienza con pochi mezzi di Antonio Margheriti”: e ai consigli di Gabrielli si aggiunge quello di Fabio Rondanini, cioè Omicron di Gregoretti, con la colonna sonora di Umiliani.

Buon cinema e buona musica: che possiamo desiderare di più?

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