La Buona scuola? “Toglie la libertà di insegnamento e favorisce i più ricchi”

giovanni cocchi la buona scuola

Il prof Giovanni Cocchi

Bologna, 21 mag. – Passata alla Camera, la riforma della “Buona scuola” di Renzi approda ora al Senato. Ne abbiamo parlato con Giovanni Cocchi, prof delle scuole medie Guercino di Bologna, con il senatore Pd e segretario della Commissione istruzione Andrea Marcucci, con il maestro e giornalista Alex Corlazzoli.

Il senatore Marcucci difende la riforma e racconta di una scuola gravata da un “numero enorme di precari”, un luogo dove autonomia e merito sono stati temi tenuti fuori alla porta da “prudenza e paura”. “Con la riforma diamo autonomia e responsabilità ai dirigenti scolastici, e renderemo più flessibile e moderna la scuola italiana”, spiega Marcucci che conferma la reintroduzione del cinque per mille per permettere ai genitori di finanziare gli istituti dei figli, “non al senato ma in un altro provvedimento”.

Per Giovanni Cocchi invece i “professori migliori andranno nelle scuole migliori e più ricche, i peggiori e tutti coloro che non saranno scelti in prima battuta finiranno nelle scuole meno appetibili, mentre i dirigenti potranno scegliersi la propria squadra di insegnanti in maniera arbitraria”. Per Corlazzoli, che ha appena finito di scrivere per Jaca Book il libro ‘La cattiva scuola’, la riforma di Renzi ha il merito di aver “riacceso i riflettori sul tema della scuola”. Corlazzoli però critica gli annunci del governo sul tema dei finanziamenti. “Si parla di 40 milioni di euro per la formazione degli insegnanti, sembrano tantissimi, in realtà sono 55 euro a testa per insegnante. Di cosa stiamo parlando?”.

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