Buco di bilancio di (circa) 300 mila euro. Addio roBOt festival?

roBOt 08

Bologna, 22 dic. – E’ in bilico il futuro del roBOt festival, l’evento che ogni anno ad ottobre porta a Bologna i grandi nomi internazionali della musica elettronica. L’associazione Shape, che 8 anni fa si è inventata l’evento e che ha dato lavoro a “centinaia di persone” coinvolte nell’organizzazione, ora si trova un buco nel bilancio che supera i 300.000 euro. Questa, grosso modo, la cifra che gli organizzatori speravano di raggiungere grazie alla vendita dei biglietti e alle consumazioni nei bar, ma evidentemente le cose non sono andate come previsto. Secondo Antonio Puglisi, responsabile della comunicazione del roBOt, quest’anno “ci sono state 18.000 presenze, ma non sono venute 6 o 7.000 persone, un numero da moltiplicare per il prezzo di un biglietto e le mancate consumazioni”. Il calcolo è presto fatto: considerando un ingresso medio di 40 euro a persona e gli introiti del bar che non ci sono stati si ottiene un debito di diverse centinaia di migliaia euro.

In questi giorni Shape, insieme ai suoi legali, sta studiando un piano di rientro e percorrendo tutte le vie possibili per risolvere l’emorragia di quest’anno e per pagare tutti gli attori coinvolti a vario titolo nella rassegna. Tra questi ci sono artisti, fornitori, cassieri, baristi, addetti alla comunicazione, collaboratori e partner pubblici come BolognaFiere, uno dei principali creditori dell’edizione di quest’anno e palcoscenico delle serate di punta della rassegna.

“Siamo persone serie- sottolinea Puglisi ai microfoni di Radio Città del Capo- e durante questi anni di attività abbiamo sempre pagato tutti e premiato chi se lo meritava”. “Stiamo studiando un modo per uscire dalle difficoltà sorte quest’anno e- assicura- il trattamento riservato a cassieri e baristi è stato riservato anche ad artisti, dj e performers”.

“Stiamo contattando tutti per spiegare la situazione”, insiste Puglisi. “Per il futuro- conclude- è necessario trovare dei partner che ci aiutino a sviluppare il festival anche in altre direzioni eventualmente. Abbiamo incontrato diverse persone che hanno dimostrato interesse e ci hanno dato la loro solidarietà”.

Intanto, negli scorsi giorni, su Facebook è nato un gruppo privato, composto prevalentemente da baristi e cassieri che hanno lavorato durante il roBOt di quest’anno e che sono pronti a dare battaglia all’associazione, anche tramite vie legali, per ricevere quanto pattuito in sede di firma dei contratti di prestazione occasionale.

Poi ci sono alcuni lavoratori che hanno deciso di raccontare la loro storia. Li abbiamo intervistati.

“Ho lavorato come barista in Fiera nelle serate di venerdì e sabato- dice Martina- da contratto dovevo prendere 175 euro. Li sto aspettando dalla fine di novembre, ma ci hanno avvisati il 2 dicembre che questo pagamento non sarebbe potuto arrivare in fretta e poi ci hanno contattati per dirci che ci avrebbero pagato il 50% di quanto stabilito”.

“Ho fatto la cassiera in Fiera. Dovevo prendere 180 euro. Mi è stata inviata una mail dove si scusavano del ritardo e ci avvisavano che saremmo stati contattati da una persona dell’ufficio legale per spiegarci la situazione. Sembra che nessuno ancora abbia preso dei soldi”, dichiara Ilaria.

Alessandro, che ha lavorato alle casse in Fiera e sta aspettando 190 euro, racconta: “Mi è arrivata una telefonata dal legale del roBOt. All’inizio diceva che erano in ritardo con i pagamenti, poi è arrivata comunicazione da poco che forse ci sarebbero riusciti a pagare al 50%. Gran parte delle persone che lavoravano in Fiera sono persone che conosco, ho sentito anche loro e sono nella stessa situazione”.

di Giovanni Panebianco

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.