Brescello. Coffrini resiste (con tre consiglieri Pd)

Bologna 19 gen.- Il sindaco di Brescello Marcello Coffrini non molla e sebbene risicata, dispone ancora di una maggioranza in consiglio comunale. Tre consiglieri del Pd non vogliono togliergli la fiducia dopo la lunga riunione serale che ha visto due assessori democratici, compreso il vicesindaco, dimettersi. A sostenere Coffrini, che però pare godere di consenso anche in paese, ci sono pure tre consiglieri della lista civica da lui rappresentata.
Il Pd di Reggio Emilia ha detto che i consiglieri tesserati al partito se non si dimetteranno saranno giudicati da una commissione interna.
Coffrini è il sindaco che disse alle telecamere dell’inchiesta dei giornalisti di Cortocircuito Tv che Francesco Grande Aracri, boss di ‘ndrangheta condannato in via definitiva nel 2008 e imprenditore proprio a Brescello dove ha abitato in regime di vigilanza speciale era una persona “gentilissima” e “molto tranquilla”.
Ora che la Prefettura ha insediato una commissione d’accesso per valutare eventuali infiltrazioni mafiose nel comune il Pd ha deciso di prendere di petto la situazione chiedendo al sindaco di dimettersi.
Coffrini è stato eletto con una lista civica e l’appoggio dei democratici ma non è più tesserato al partito dal 2013.
Sul caso si sta scatenando il M5S alle prese con la questione della vicenda di Quarto: “un partito allo sbando che disobbedisce a se stesso” ha detto il deputato grillino Vittorio Ferraresi

Andrea Costa è il segretario del Pd di Reggio Emilia

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