Brescello. Coffrini lascia, “ma non è una fuga, non ne posso più”

Bologna 30 gen.- “Io non ne posso più: voglio riconquistare la mia vita come persona e difenderò la mia famiglia in ogni sede. Voglio giocare di più con mia figlia di 10 mesi e con più serenità”. Attaccato anche dal Pd provinciale, che aveva sostenuto la sua lista civica, e con il rischio di vedere sciolta per mafia la sua amministrazione (decisione attesa a giorni dal Ministero dell’Interno), stamani il sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, l’ “erede” di Peppone che con Don Camillo proprio qui fu il protagonista della saga di Giovannino Guareschi, ha annunciato con queste parole le dimissioni dal suo ruolo.

Non ho timori – ha spiegato Coffrini – le mie dimissioni sono tutto tranne una fuga. Non ho nessuna responsabilità di tipo penale. Non sono mai stato indagato né sentito dalle Procure. Troppo spesso questo viene dimenticato”. “Sono subissato dalle richieste di non dimettermi”, ha aggiunto Coffrini, che ha espresso l’intenzione di continuare a occuparsi della sua cittadina, anche se non con un ruolo politico: “Continuerò ad impegnarmi per il paese, non ho intenzione di fuggire. Ma lo farò in modo diverso. Ringrazio i brescellesi della vicinanza e dell’amore che mi hanno dimostrato”.

Coffrini è poi tornato sulla sua intervista al collettivo Cortocircuito, in cui definiva il condannato per mafia Francesco Grande Aracri come una persona “molto gentile e tranquilla”: “Non sono schiavo di quell’intervista – ha detto Coffrini – credo che nessuno ormai si fermi a quegli aggettivi. La vicenda mediatica ha raggiunto contorni parossistici”. A Brescello si attende ancora la decisione del Ministero dell’Interno sul possibile scioglimento per mafia: stando a indiscrezioni riportate da Telereggio, la commissione di accesso al comune avrebbe segnalato dieci operazioni urbanistiche per cui non emergerebbero ipotesi di reato ma “dubbi sulla legittimità o l’opportunità”. Il tutto proprio nei giorni in cui il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, secondo quanto rivelato dal senatore Pd Stefano Vaccari e poi ufficializzato, ha archiviato le accuse di mafia per il comune modenese di Finale Emilia. Tornando in terra reggiana, resta alta la tensione sul tema della lotta alle mafie: il M5s chiede al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, la pubblicazione delle fatture e dei bonifici relativi alle finiture della sua abitazione personale, acquistata al grezzo nel 2012 da un imprenditore poi arrestato nell’inchiesta Aemilia. E il segretario del Pd provinciale Andrea Costa ha attaccato il corteo contro la mafia della Lega Nord che si terrà domani a Brescello, alla presenza del deputato Guido Guidesi: “Una sfilata – dice Costa – ad uso e consumo dei fotografi”. (ANSA)

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