Bonora (Arci Guernelli): L’occupazione della palestra dimostra la crisi del movimento

Bologna, 25 feb. – Stefano Bonora è il presidente del circolo Arci Guernelli, il primo circolo Arci fondato a Bologna nel 1947. Da qualche giorno vive una situazione paradossale. L’associazione sindacale Pugno chiuso, con l’appoggio di Asia-Usb e di Rifondazione comunista, ha occupato i locali della palestra Gino Milli. La palestra, chiusa dal 2007, è stata la centro di un lavoro di ristrutturazione che il circolo Arci ha messo in piedi grazie ad un contributo della fondazione del Monte di 55 mila euro e grazie a 20 mila euro di autofinanziamento. Un lavoro durato anni che a poco più di un mese dalla fine viene interrotto dall’occupazione.

Sono triste” dice Bonora, un tempo militante della sinistra extraparlamentare che scelse la lotta armata e che ha scontato il suo debito con la giustizia. La tristezza è dovuta ad un’occupazione inspiegabile per i criteri di un militante formatosi negli anni Settanta. Se non con una profonda e sconfortante ammissione: “Il movimento è finito”. Il ragionamento di Bonora è questo: pur in un momento di tanta tensione sociale il “movimento” non riesce a raccogliere le istanze che vengono anche dalle persone più povere, economicamente e culturalmente, e non riesce ad incanalarle. “C’è un problema di personale politico, che non riesce a leggere la realtà” dice Bonora. In particolare a bruciare è il fatto che proprio il Guernelli ha da sempre accolto quelli di Pugno chiuso: “Avevano uno sportello, facevano le loro riunioni e noi abbiamo sempre dato gli spazi. Probabilmente la riunione in cui hanno deciso di occupare la l’hanno fatto nella nostra sala al piano di sopra“.

L’occupazione dello stabile, di proprietà di Acer e gestito dal circolo Arci Guarnelli grazie ad una convenzione, ha portato alla chiusura del circolo: “Non possiamo garantire la sicurezza e per questo non apriremo” spiega Bonora che intervistato ad H2Bo ha spiegato tutta la trafila che lui e il nuovo direttivo del circolo, che dal 2012 lo gestisce, hanno intrapreso per arrivare alla ristrutturazione della palestra. “Che un’intitolazione ce l’ha già (gli occupanti l’hanno intitolata ad Abd El Salam, il facchino investito ed ucciso a Piacenza, ndr): Gino Milli, combattente partigiano al fianco di Giuseppe Dozza”. Non c’è una strategia politica alla base dell’azione di Pugno chiuso, secondo Bonora, che anzi lancia un’accusa: “Penso che sia stata un’azione speculativa, che è stata attesa fino a quando la palestra non è stata messa a posto, e poi quando la palestra è stata messa a posto c’è stata un’aggressione di questo tipo volta solo a conservare quello spazio per fare djset, aperitivi e quelle cose lì”.

 Pugno Chiuso occupa la palestra del circolo Guernelli. L’Arci: “Doveva aprire fra un mese”

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