“Uniti contro Pd e destra”. A Labàs in 300 per la proposta di De Pieri

labas bonaleBologna, 18 ott. – Hanno riempito la sala centrale di Labàs tanto che alla fine molti sono rimasti in piedi, e c’è anche chi ha rinunciato ad entrare. Per l’assemblea cittadina chiamata dal leader del Tpo Gianmarco De Pieri si sono ritrovati in trecento in via Orfeo, nell’ex Caserma Masini occupata nel novembre 2012 e ora a rischio sgombero. Non solo attivisti del centro sociale. A Labàs si sono visti referendari dell’acqua pubblica, il movimento per la scuola, l’ala di Sel che punta chiaramente a rompere col Pd e esponenti della lista anti-dem Coalizione Civica. E anche abitanti del quartiere Santo Stefano, che Labàs lo frequentano magari portandoci i bambini e che questa volta hanno deciso di ascoltare quella che è stata lanciata come un’assemblea per organizzarsi e fare “un uso contundente della matita elettorale“. Fra pochi mesi a Bologna si voterà per scegliere il nuovo sindaco.

Ad aprire le danze, dopo un paio di interventi, un video messaggio di De Pieri, impossibilitato a intervenire fisicamente perché agli arresti domiciliari. Otto minuti per lanciare la sua proposta: una lista civica per mettere assieme i vari progetti anti-Pd che si stanno accumulando in città. Una lista che sia capace di portare “quelli del basso” a conquistare le Due Torri “mandando via la casta che governa Bologna”, “la cricca dell’alto fatta di politici, banchieri, rettori, dirigenti di fondazioni, baroni universitari, padroni della rendita”. Basso contro alto quindi. Una lista, ha sottolineato De Pieri, che sia dichiaratamente “contro il Pd e la destra“, e che mandi definitivamente in soffitta anche l’esperienza del centro sinistra, “che ha fallito e non deve tornare più”. “Non ci deve essere più separazione tra chi lotta e chi vota”, ha detto ancora De Pieri, perché ad esempio il ‘no’ al People Mover si fa “bloccando i cantieri” ma anche mettendo una ‘x’ sulla scheda elettorale. “Dobbiamo fare entrambe le cose, votare e lottare. Questa volta non permetteremo alla sinistra di buttare via l’ennesima occasione della sua vita”.

Sei i punti elencati da De Pieri nella sua proposta: “progetto aperto, no ai partiti e sì a una proposta civica, facce nuove e nuove leadership, nessuna poltrona garantita, noi siamo quelli del basso che lottiamo contro quelli dell’alto”. Oltre ovviamente alla battaglia contro il Pd. “Vogliamo scoprire parole nuove, progetti nuovi e modi nuovi di stare assieme”.

Tra i presenti, ad ascoltare il messaggio del leader Tpo, il consigliere comunale indipendente Mirco Pieralisi, la capogruppo di Sel Cathy La Torre ormai lanciatissima verso l’uscita dalla maggioranza a Palazzo D’Accursio, l’europarlamentare civatiana Elly Schlein, Mario Bovina, Marina D’Altri e Marco Trotta della Coalizione civica, Giovanni Cocchi, insegnante conosciuto per le sue battaglie contro la riforma della “Buona scuola” di Renzi e Giannini. E ancora Valerio Monteventi di Vag61, Lorenzo Alberghini, il giurista e vendoliano Federico Martelloni, Leonardo Tancredi di Piazza Grande, il filosofo Stefano Bonaga, l’ex coordinatore di Sel Bologna Luca Basile e il deputato di Sel Giovanni Paglia. Non si è fatto vedere invece l’ex assessore Alberto Ronchi.

Dopo il video di De Pieri ha preso parola Detjon di Labàs, che ha raccontato della raccolta firme in corso in quartiere per salvare l’occupazione dell’ex caserma Masini. Detjon ha attaccato a testa bassa Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria dal 2013 degli 8 mila metri quadrati di via Orfeo che, nei piani della dirigenza di Cdp, saranno destinati alla costruzione di una struttura alberghiera. “La presidente del quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgetti pochi giorni fa ha definito Atlantide un letamaio. Letamaio – ha detto Detjon – sarà il loro modo di fare politica, e da questo letamaio nascerà un fiore, il fiore che li manderà a casa”. Federico Martelloni ha chiesto invece all’amministrazione e al sindaco “il semestre bianco degli sgomberi“, perché se Labàs diventa un avversario politico del Pd “bisogna fare come già succede per il presidente della Repubblica”, che negli ultimi sei mesi di mandato non può sciogliere le Camere. Per Giovanni Cocchi  “bisogna arrivare rapidamente alla creazione di una lista unica credibile”, mentre Pieralisi ha chiesto ai presenti di organizzarsi e andare in periferia per sfidare “l’egemonia rancorosa degli umili umiliati che non vedono un’altra prospettiva, non votano o votano i demagoghi”.


“Una bella assemblea”, ha commentato Ada Talarico di Làbas prima del rompete le righe e della castagnata organizzata dagli attivisti di via Orfeo. “Da qui – ha detto Talarico – non usciamo con una lista ma apriamo un progetto fatto di diverse tappe. Oggi abbiamo incontrato un pezzo della Bologna degna, sappiamo che fuori da qui ce ne sono altri. Dobbiamo organizzarci con loro”. Si vedrà se la galassia alla sinistra del Pd riuscirà a ritrovarsi tutta assieme a partire dall’assemblea di Labàs. Per ora c’è l’hastag #bonalè, che in bolognese vuol dire “basta”, una mailing list e i sei punti della proposta di De Pieri.

I primi commenti. “Mi pare – spiega la civatiana Elly Schlein – che ci siano i presupposti per provarci insieme. Per questo serve un progetto largo e democratico che coinvolga tutti, dai centri sociali alla coalizione civica di Zani, da Possibile a Ronchi, e spero che si aggiungano anche coloro che questa maggioranza con le sue contraddizioni sta mettendo in croce. Oltre agli sgomberi che stanno facendo discutere, c’è chi con le proprie politiche ha sgomberato anche moltissimi elettori, che oggi non si riconoscono più nelle scelte di chi governa, e con cui vorremmo costruire un progetto alternativo, inclusivo, per il futuro della città.”

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