Bolognina, parlano i pro Xm24: “E’ luogo di socialità e simbolo del quartiere”

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Foto Stefano Pistis

Bologna, 25 nov. – La trattativa è ancora aperta, e nei prossimi giorni l’assessore alla cultura Bruna Gambarelli incontrerà gli attivisti del centro sociale Xm24. Nel frattempo, a poco più di mese alla scadenza della convenzione tra Xm e Comune per l’utilizzo dello spazio di via Fioravanti, arriva direttamente dalla Bolognina una presa di posizione a favore dello spazio autogestito. A schierarsi sono Concibò, il gruppo di cittadini che anima le vie del rione dietro la stazione di Bologna, la Scuola popolare di musica Ivan Illich e Barnaut, bar popolare della Bolognina. “Come cittadini e cittadine che promuovono iniziative in Bolognina in campo sociale, politico e culturale, esprimiamo forte preoccupazione e assoluta contrarietà a quanto dichiarato negli scorsi giorni da alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale sull’esperienza dello spazio autogestito Xm24 di via Fioravanti“.

I sottoscrittori dell’appello si dicono contrari alla possibilità che si metta “a tacere l’ennesima esperienza di autorganizzazione e autogestione, di costruzione di pratiche di solidarietà e politiche dal basso”. Una posizione, quella di Concibò, scuola Ivan Illich e Barnaut, che è diametralmente opposta a quella del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Claudio Mazzanti. Se per Mazzanti Xm andrebbe spostato altrove perché è  “venuta a mancare la compatibilità con il contesto urbano in cui si trova”, per i firmatari l’esperienza di Xm “è nata e cresciuta in modo organico con il quartiere e la città” e “l’accusa di incompatibilità nasconde, con linguaggio diplomatico, la violenza con cui si vuole agire una nuova visione del quartiere, per altro fallimentare, quella della rendita catastale”.

“Crediamo che Xm sia compatibile con il quartiere – spiega Andrea Taglio di ConciBò – e ci ha stupito l’esternazione del capogruppo del Pd Mazzanti. Nel quartiere si è creata una rete di associazioni che dialogano con Xm, uno spazio che ospita il mercato di Campi Aperti, la scuola di italiano per migranti e altre attività. Se il Comune non riconosce e promuove queste esperienze, che genere di esperienze invece vorrà promuovere in tema di cultura e socialità?”

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“L’esperienza di Xm – si legge ancora nel comunicato – è nata e cresciuta in modo organico con il quartiere e la città. L’accusa di incompatibilità nasconde, con linguaggio diplomatico, la violenza con cui si vuole agire una nuova visione del quartiere, per altro fallimentare, quella della rendita catastale. Ricordiamo che Xm sorge nella famosa area della Trilogia Navile, una delle zone della città dove si registra forse il più evidente fallimento delle scelte urbanistiche operate dalle amministrazioni comunali negli ultimi anni: un progetto ideato da un laboratorio di urbanistica partecipata, di cui il il Comune avrebbe dovuto garantire regia e coordinamento. L’amministrazione invece, tra inerzia e inettitudine, ha permesso che tra il 2012 e 2013 i lavori si bloccassero a causa della marcia indietro del principale attuatore, senza che fossero realizzate le opere di urbanizzazione e lasciando alla città e al quartiere la mostruosità di un cantiere abbandonato. Questo è tuttora ben visibile nonostante la realizzazione della rotonda e della pista ciclabile, ultimate in fretta e furia in concomitanza con la campagna elettorale, ed ha creato, di fatto, quello che noi riteniamo sia vero degrado ed insicurezza per gli abitanti della zona. In questo contesto, lo spazio autogestito Xm ha rappresentato la sola risorsa di quell’area, grazie alle tante attività che vi si organizzano quotidianamente, dalla palestra popolare, ai laboratori artistici, ai corsi di lingua per stranieri, ai concerti, al mercato contadino del giovedì, allo sportello medico-giuridico, offrendo occasioni di socialità, aggregazione e discussione, al di fuori dalle regole del mercato.Rifiutiamo la logica di chi tratta le persone come organi malati, sostituendole con programmi calati dall’alto e crediamo piuttosto che l’amministrazione debba perseguire una cultura cittadina fatta di collegialità e inclusione, di cui Xm, come altri spazi autogestiti, rappresenta da anni un riuscito esperimento. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Xm, un luogo che è simbolo della socialità in Bolognina, un irrinunciabile bene comune per il quartiere e per la città”.

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