Bolognesi: “Gelli andava interrogato da vivo”

Bologna, 16 dic. – “Perquisire subito Villa Wanda”. E’ l’auspicio di Paolo Bolognesi dopo la morte di Licio Gelli.
Il deputato e presidente dell’associazione famigliari della strage del 2 agosto 1980, ricorda di aver presentato recentemente un esposto alla Procura di Bologna “che ipotizza un coinvolgimento di Gelli non solo come depistatore, ma in modo molto più pesante, come mandante della strage”.
Bolognesi si chiede quindi se Gelli sia mai stato interrogato al riguardo. In caso contrario la sua morte è “un’occasione persa”.
In ogni caso, dice Bolognesi “speriamo che i giudici procedano a fare la loro parte”. L’ipotesi di coinvolgimento di Gelli nella strage deriverebbe, secondo l’associazione, dall’analisi dalle carte di una serie di processi, in particolare da quelle sul crac del Banco Ambrosiano.

“Se fai passare la cose, se fai passare 35 anni, muoiono tutti, anche noi mica solo Gelli, mentre se i magistrati avessero messo lo stesso impegno profuso per la ”pista palestinese” anche sui documenti che gli abbiamo mandato, forse avremmo già risolto il rebus”, commenta Bolognesi.
La morte del Gran maestro della Loggia massonica deve ridare sprone alle indagini sui mandanti. “Gelli non era solo. Ha detto che la P2 sapeva e faceva… E noi sappiamo che alla P2 erano iscritte 900 persone.
E allora dico: i magistrati- li sprona Bolognesi- vadano a sentire tutti quelli che gli stavano vicino, tutti quelli che lavoravano con lui. Siano sentiti”. Prima appunto che sia troppo tardi.

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