Bologna. Una svastica sullo striscione dei partigiani

svastica-via-broccaindossoBologna, 29 ott. – Dopo la corona di fiori in memoria del partigiano Romagnoli data alle fiamme, ora arriva la svastica sullo striscione anti fascista affisso dai residenti. Non c’è pace per via Broccaindosso, quartiere Santo Stefano. Lo scorso 17 settembre era stata bruciata la corona di fiori in ricordo Giancarlo Romagnoli, partigiano bolognese ucciso a 19 anni nel 1944 dai nazifascisti.  Questa notte qualcuno ha tracciato una svastica nera (al contrario) sullo striscione che recitava: “Nel 2016 abbiamo ancora bisogno dei partigiani. Giancarlo vive”.

A darne notizia su facebook il centro sociale Làbas. “Gli studenti – si legge sul profilo del collettivo che da anni occupa l’ex caserma di via Orfeo – ci segnalano da via Broccaindosso i che topi fascisti continuano ad infangare la memoria del Partigiano Romagnoli e di tutti e tutte noi. Questa volta con una svastica sullo striscione affisso proprio dagli Studenti Medi Autorganizzati. Combatteremo e staneremo questi vigliacchi, vista l’inettitudine delle istituzioni politiche, scolastiche e delle autorità pubbliche, le stesse che quando si tratta di punire e reprimere le lotte per i diritti agiscono, non a caso, molto più rapidamente. Da via Broccaindosso a Gorino, gli antifascisti e le antifasciste non perdonano”.

“Un fatto inaccettabile e doloroso, non abbiamo ancora capito chi può essere stato e per questo mi appello anche agli abitanti della zona. Quello che è successo è disgustoso e non deve ripertersi”, commenta la presidente del quartiere Rosa Amorevole.

“L’atto vandalico ai danni della lapide che ricorda il sacrificio di Giancarlo Romagnoli, 19 anni nel gennaio 1944  – ha detto a settembre Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale – sono un gesto antidemocratico, che non appartiene alla storia della nostra comunità civile. Condanniamo fortemente ogni offesa ai valori della Resistenza e della lotta partigiana: se oggi l’Italia è una democrazia, una Repubblica, lo si deve a tutti quei giovani che combatterono per liberare il Paese dalla dittatura nazifascista e costruire la democrazia. Ieri come oggi, oggi come domani dobbiamo contrastare ogni forma di negazionismo, di violenza e di viltà verso la nostra storia”.

 

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