Bologna. Rapina in banca da 100 mila euro. Nove persone sequestrate per un’ora

Bologna, 30 giu. – Colpo da 100.000 euro, ieri pomeriggio, al Banco di San Gimignano e San Prospero di via Boldrini a Bologna: i rapinatori erano in tre, due uomini e una donna, non armati e mascherati solo con occhiali da sole, e hanno avuto la pazienza di aspettare per un’ora l’apertura del cassetto bancomat. Durante questi 60 minuti, i tre hanno tenuto sotto sorveglianza il direttore, due dipendenti, i clienti e l’addetto alle pulizie che si trovavano all’interno dell’istituto, facendo anche due chiacchiere con il cassiere, e ricevuto telefonate. A rendere la situazione ancora più curiosa, poi, è stato il fatto che nessuno tra le persone, evidentemente spaventate, ha reagito o tentato di chiamare aiuto. Anzi, quando i rapinatori se ne sono andati, hanno diligentemente aspettato quasi mezz’ora per chiamare aiuto come ordinato loro dai tre rapinatori.

L’allarme al 113 è stato dato alle 17.30, e in quel momento è stata inviata una volante in via Boldrini. I rapinatori erano entrati in banca intorno alle 16, poco prima dell’orario di chiusura della banca. Per primo è entrato un uomo calvo, sui 40 anni, che si è avvicinato alla cassa chiedendo di fare un bonifico. Nel frattempo, in banca è entrata anche la donna, che ha fatto il giro della cassa dove c’era il complice e afferrato il cassiere per un braccio dicendogli: “Questa è una rapina, non fare cazzate o ti taglio la gola. Fate quello che vi diciamo e non vi succederà nulla”. Intanto, il rapinatore calvo si è diretto nell’ufficio del direttore per evitare che venisse inviato l’allarme apposito in caso di rapine. Nel giro di cinque minuti, si è sbloccato il cassetto delle casse, in cui erano contenuti 50.000 euro.

Il terzo rapinatore è entrato in banca a colpo iniziato: il cassiere sotto minaccia è stato costretto ad aprirgli le porte. Una volta entrato il terzo uomo, i clienti e i dipendenti sono stati radunati dai tre nell’ufficio del direttore, dove venivano controllati a vista dal terzo rapinatore. Le persone hanno dovuto appoggiare i propri effetti personali sulla scrivania, in modo che non potessero chiamare aiuto. L’uomo calvo e la donna, saputo che nel bancomat erano contenuti 48.000, hanno deciso di aspettare il tempo necessario- un’ora- a sbloccarlo. Durante questo lasso di tempo, i rapinatori hanno sorvegliato le persone ma anche ricevuto telefonate. C’è stato anche il tempo per qualche confidenza: il rapinatore calvo ha infatti raccontato al cassiere di avere dei figli. Verso le 17, alla fine, si è aperto il bancomat, i tre hanno preso i soldi e poi hanno accompagnato tutti i presenti in bagno, dove li hanno chiusi, dicendogli di non uscire e di non chiamare aiuto per almeno 25 minuti, il tempo necessario, hanno aggiunto, a non essere rintracciati. “Se non lo fate passate dei guai”, hanno ammonito, andandosene.

Il direttore e i clienti hanno obbedito, dando l’allarme solo alle 17.30. All’interno della banca, oltre al direttore 41enne, c’erano un cassiere uomo di 44 anni e una cassiera di 33. I clienti presenti erano cinque: una coppia di nigeriani e tre italiani. Era presente, infine, anche un addetto alle pulizie originario del Bangladesh. Nessuno è stato minacciato con armi. I tre rapinatori, tutti con gli occhiali da sole, sono stati descritti dettagliatamente, anche nell’abbigliamento. Uno aveva un accento che sembrava campano. Saranno acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza (Dire).

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