“Ventimiglia in ogni città”. A Bologna in 400 per dire ‘no’ al blocco delle frontiere

ventimiglia in ogni citta 6 settembre 2015 bologna

Bologna, 6 sett. – Un presidio di due ore a cui hanno partecipato 400 persone, poi in serata un corteo che si è concluso in piazza dell’Unità. Gli attivisti di Bologna hanno risposto così alla chiamata del presidio di Ventimiglia, dove da mesi sono bloccati i migranti che dopo aver risalito la penisola tentano di andare in Francia. Con loro, a pochi passi dal confine, da tempo attivisti italiani e francesi tentano di organizzare la protesta contro il blocco delle frontiere e di migliorare la vita di quei  migranti che, prima di riuscire ad aggirare i controlli della gendarmeria di Parigi, passano settimane se non mesi sugli scogli.

Al megafono, di fronte al Stazione centrale di Bologna, si sono alternati attivisti di ritorno dal presidio di Ventimiglia e migranti che hanno raccontato le loro difficoltà in Italia. Un luogo, quello della Stazione centrale, scelto non a caso. “Ci troviamo lì – scrive su facebook Giorgio Simbola della Coalizione Internazionale Migranti Rifugiati e Sans-papiers – a pochi metri dai binari, dai binari seguiti a piedi per centinaia di chilometri, attraverso la Serbia e la Macedonia dai profughi siriani, dai binari che così tanto spazio occupano, assieme alle valigie di cartone, nella nostra memoria di popolo migrante”.

Il lungo viaggio dei rifugiati che non vogliono rimanere in Italia

“Nelle ultime settimane – si legge nel volantino di convocazione della manifestazione –  le forze di polizia francesi e italiane hanno alzato la pressione sul Presidio. Non bastavano i rastrellamenti dei migranti che tentano di passare la frontiera, non bastava la loro detenzione illegale nei container della polizia francese, non bastavano i respingimenti. Ora le polizie di Italia e Francia cercano di colpire gli attivisti e le attiviste attive al presidio attraverso fogli di via, fermi in questura e addirittura carcere preventivo”.”Bologna – continua il testo – risponde perché siamo consapevoli che le frontiere sono ovunque, perché, con il suo hub center, la nostra città è diventata uno snodo determinante nella costruzione di muri contro i flussi migratori, nello stabilire in maniera discrezionale chi ha diritto o meno di rimanere in Europa.”.

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