Minorenne denuncia stupro. Il sacerdote: “Non provo pietà per lei”

Don Lorenzo Guidotti durante una celebrazione

Bologna, 9 nov. – “Lutero infame, per te solo le lame”. Non ci sono solo quelle che come minimo potrebbero sembrare battute infelici sulla pagina Facebook di Don Lorenzo Guidotti. Sacerdote della parrocchia di S. Domenico Savio nel quartiere San Donato, Guidotti è un prete tosto, che ha a che fare con i poveri e che con loro organizza da sempre progetti di assistenza. Un prete che non è difficile trovare sulla soglia della sua chiesa alla prima periferia di Bologna mentre scarica dal camioncino generi alimentari per i poveri del quartiere. Non in abito talare, ovviamente, ma – qui la sorpresa – con una delle sue felpe con cappuccio. L’ultima raffigura un crociato contornato da una scritta che recita così: “Sono un bimbo di Dio, un soldato di Cristo, sono io la tempesta!”. Una passione, quella per i crociati, che rispunta qua e là nell’attivissima pagina Facebook di Don Guidotti. “Mai ci sottometteremo all’Islam!”, recita un’immagine postata poche ore fa. Accanto al testo un imponente cavaliere con armatura e spada. Don Guidotti non si nasconde, è convinto che “Satana ha messo il suo trono a Bruxelles” (il riferimento è alla questione eutanasia), dice di sognare un’Italia fuori dall’Unione europea, si augura che la “Francia laicista possa sprofondare con Sodoma e Gomorra”, dice ‘no’ a coloro che pensano di “trasformare la Chiesa in una delle tante ong” e manifesta di tanto in tanto una certa insofferenza verso i migranti.

Tutto messo nero su bianco su una pagina Facebook molto letta (e a volte discussa) dai suoi parrocchiani. E così i fedeli della parrocchia di San Domenico Savio nel tempo hanno scoperto la passione del loro Don per le crociate (“non ne siamo degni”), la sua avversione per i comunisti fermati, Guidotti ci tiene a specificarlo, in Italia da Mussolini e in Spagna da Franco sostenuto da Hitler manu militari. Fin qui si resta nel campo delle opinioni di un sacerdote sui generis, che è stato in Africa e che non ha paura di mostrarsi conservatore e fan dell’ex cardinale Carlo Caffarra che chiama con emozione “Mio Capitano”. Dove forse Don Guidotti ha perso il senso della misura è stato in un lungo commento pubblicato alle 20.09 dello scorso 6 novembre. “Stuprata in un vagone alla stazione di Bologna“, è la notizia che il sacerdote posta sulla sua pagina. Si parla della denuncia di una minorenne di Bologna, che ha raccontato alla polizia di essere stata stuprata da un uomo, forse un nordafricano. “La minore – racconta il Resto del Carlino – ha riferito di aver passato la serata nella zona di piazza Verdi con alcuni amici e di aver bevuto molti alcolici. Ad un certo punto si è accorta di non aver più il cellulare e un giovane magrebino si sarebbe offerto di aiutarla, dicendole di seguirlo. I due sarebbero quindi arrivati in stazione, dove la giovane sostiene di aver subito la violenza sessuale. Si sarebbe svegliata solo la mattina dopo, seminuda e senza più la borsa con sé”. Questa la storia, per quel che se ne sa al momento. Il commento di Don Guidotti è in realtà rivolto direttamente alla vittima. “E dopo la cavolata di ubriacarti con chi ti allontani? – scrive il sacerdote – Con un Magrebino?!? Notoriamente (soprattutto quelli in Piazza Verdi) veri gentleman, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, per bene…Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica sull’accogliamoli tutti? … tesoro… a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il MINIMO che potesse accaderti”.

Insomma la ragazzina violentata quasi se la sarebbe cercata. Don Lorenzo Guidotti però non si ferma, e si accanisce. Nessuna pietà, lo dice lui. “Mi spiace ma… Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto…. cioè…. A me sembra di sognare!! Ma dovrei provare pietà? No!! Quella la tengo per chi è veramente VITTIMA di una città amministrata di *****, non per chi vive da barbara con i barbari e poi si lamenta perchè scopre di non essere oggetto di modi civili. Chi SCEGLIE la cultura dello SBALLO lasci che si ‘divertano’ anche gli altri….”.

Aggiornamento: Don Guidotti si scusa: “Attaccavo lo sballo”. Le femministe insorgono

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