Merola svolta a sinistra: “Taglierò le tasse ai più deboli”

Bologna, 9 giu. – Trenta minuti di discorso di fronte a 500 persone al Mercato Sonato di via Tartini: soprattutto militanti, candidati ed eletti. Ma c’erano anche gli elettori del Partito democratico. Insomma, il popolo che il 5 giugno ha “dato un segnale” al sindaco, mandandolo al ballottaggio contro la Lega di Lucia Borgonzoni. E di fronte ai suoi Merola tira fuori la grinta, si emoziona, versa più di una lacrima. “E’ l’ultimo miglio e lo percorreremo assieme, noi di sinistra“, dice Merola. Sinistra appunto, ma anche libertà, progresso, coesione sociale, lavoro, uguaglianza, popolo. Sono questo le parole che il sindaco usa di fronte ad una platea entusiasta, che più volte lo applaude con forza. E le usa tutte assieme per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale, a 10 giorni dall’appuntamento col voto del 19 giugno e 24 ore dopo essere stato maltrattato dai cittadini della periferia che aveva deciso di incontrare.

“La politica per me – dice – è una sinistra autentica, che redistribuisce risorse per l’eguaglianza e potere alle persone per cercare la propria strada. Perché destra e sinistra esistono eccome e questa campagna lo dimostra, perché esiste l’alto, perché esiste il basso, perché il popolo ha bisogno di potere, non di restare in basso”.

Un vocabolario nuovo per Merola, che solo pochi giorni fa, in Piazza dell’Unità, aveva abbozzato un primo discorso sulla “differenza tra noi e la Lega”, ma nel concreto aveva rivendicato solamente “illuminazione, telecamere e decoro”.

Ora, spinto dal ballottaggio, è arrivato il cambio di passo, con parole nuove che entrano nel vocabolario di un sindaco che annuncia di aver chiesto al governo Renzi un piano serio “per la casa e il lavoro”, ma che mette anche sul tavolo un provvedimento concreto. Dal 2017, promette Merola, arriverà l’esenzione dell’addizionale comunale Irperf per i i bolognesi con un reddito fino ai 15 mila euro, contro l’attuale tetto di esenzione che si attesta a 12 mila euro. “Vi propongo di prendere il coraggio a due mani e fare una scelta forte: estendiamo l’esenzione, portiamola fino ai 15 mila euro, garantendo ad altri 20 mila cittadini di guardare con più serenità alla fine del mese. Si può fare, è una questione di scelta politica. Un sindaco di sinistra fa questo”.

Un provvedimento che alle casse comunali costerà 2 milioni di euro l’anno e che a regime riguarderà 115 mila persone. Perché non annunciarlo prima del ballottaggio? “Lo diciamo ora perché abbiamo constatato nei quartieri lo scontento e il bisogno in cui versano le persone. E lo possiamo fare perché abbiamo tenuto il bilancio in ordine”. Una prima risposta a chi gli chiedeva, ed è il caso di Federico Martelloni di Coalizione civica, di dire “qualcosa di sinistra”.

Nel suo discorso Merola si appella agli elettori del centrosinistra che non hanno votato, agli elettori di Coalizione civica, dei verdi, “anche a quelli di Insieme Bologna e di Forza Italia”. Cita i giovani, “risorsa di Bologna”, “sia quelli che hanno scelto di vivere qui sia quelli che scappano dalle guerra e si ritrovano in città”. E segna con un esempio la differenza tra il centro sinistra e la Lega, “perché con la Lega al primo posto ci saranno solo coloro che sono nati qui”.

Quando una signora in prima fila gli contesta le promesse sui precari ribatte a muso duro (“non ci provare, usa il tuo celllulare per parlare delle cose che ho fatto, non per seminare rancore”) e ricorda “l’assunzione di 300 maestre” (in realtà sono 158, ndr), poi rivendica i provvedimenti della sua giunta, ringrazia il governo per il concorso “che porterà all’assunzione di più carabinieri e poliziotti“, promette una volta rieletto un rapporto settimanale sull’attività della polizia municipale e sulla sicurezza, e infine invita tutti al voto il 19 giugno. “So che siete convinti, – dice ai suoi – ora dovete convincere tanti altri fuori di qui, quelli che non aspettano altro che qualcuno gli ricordi i valori veri di Bologna. Nulla è scontato”, dice prima di scendere dal palco, visibilmente commosso, tra gli applausi e le note di People have the power di Patti Smith .

“Finalmente abbiamo scelto di andare a sinistra, il 6 giugno eravamo ancora sotto choc, adesso ci siamo rimessi in carreggiata”, dice un eletto dem in consiglio comunale. “Dobbiamo semplicemente portare al voto i nostri e se lo facciamo abbiamo vinto”, ragiona un altro democratico.

Il discorso completo di Merola.

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