Bologna, la nota politica

Non è che abbiamo voglia tutti i giorni di commentare la politica a Bologna,  occorre però ogni tanto fare il punto. E allora andiamo a vedere cosa è successo dopo le regionali, partendo dai fatti dell’ultima settimana.

Ebbene, ormai è sotto gli occhi di tutti che il modello Bologna è solo un ricordo. La città – come avevamo senza troppo sforzo vaticinato nel febbraio scorso si è accorta della sostanziale inutilità di gran parte del nostro ceto politico, e vive la mediocrità del governo amministrativo prefettizio con soporifera soddisfazione. La cosa adesso viene fatta notare pure a livello nazionale.

Nel contempo però non è che le acque stiano ferme, anzi. Le regionali hanno dato un responso secco: il sig Cevenini, consigliere Maurizio, piace molto al popolo. Apriti cielo, il Pd deflagra. Per il momento lasciamo il Cev in stand by e guardiamo alla battaglia interna per la segreteria cittadina del PD: lì ci sembra di cogliere almeno qualche barlume di vita. Infatti si muovono alcune correnti, anche di pensiero, che puntano a mettere le mani sul “balenone”, cosa in politica assolutamente legittima a patto che si sappia poi cosa fare. Va però dato atto ai duellanti, in particolare a Piergiorgio Licciardello della minoranza, e poi successivamente a Raffaele Donini, di aver stoppato in modo chiaro la delirante operazione di Duccio Campagnoli, che dopo aver puntato a tutte le cariche in circolazione, e vedendo e allontanarsi la  prospettiva di Palazzo D’accursio, ha pensato di buttare un fumogeno in sala per sparigliare le carte candidando il vecchio (ma sempre valido) Guazza. Se c’è un modo per disgustare i superstiti e residui simpatizzanti del Pd con uscite come la candidatura Guazzaloca ce la si sta mettendo tutta. Licciardello e Donini l’hanno capito e hanno dato lo stop.

Ben più tartufesco è stato il segretario regionale Bonaccini: lo conosciamo per essere uno dalla mandibola solida ma stavolta, preoccupato di tenere agganciato il carro dell’Udc alla prossima armata brancaleone, ha vestito i panni del doroteo d’antan pronunciando parole leggiadre del tipo: “E’ un problema di Guazzaloca e non mio decidere se vuole stare nel campo del centrosinistra e dedicarsi a costruire un centrosinistra che vinca a Bologna”. Complimenti. Non sappiamo se Guazzaloca senta il problema di costruire il centrosinistra a Bologna, tuttavia se un segretario che a Bologna ha (ancora) il 40% non trova altro da dire si vede che è lui ad avere molti problemi politici e di classe dirigente da risolvere.

Resta da capire cosa accade nei giornali: Repubblica ha lanciato la proposta Campagnoli dando l’idea di cavalcarla. Il Corriere, forse preso alla sprovvista, ha buttato subito lì due nomi: Cammelli e Sassoli dé Bianchi (il solito nobil baronato) tanto per metter subito una pezza. Bho. E se invece di nomi si parlasse di politica? Meglio di no..

Paolo Soglia

p.s.
E’ stata anche la settimana della conferenza stampa di Ronchi che invece vorrebbe parlare solo di politica: lo abbiamo mandato in onda e lo attendiamo a breve in radio ad approfondire. Aspettiamo e vediamo. Infine è stata la settimana del cambio della guardia a Repubblica Bologna: dopo dodici anni Aldo Balzanelli saluta la compagnia e la carica di caporedattore passa a Giovanni Egidio. Che dire? Un caro amico a dirigere una nave ammiraglia, sono emozionato e contento.

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