Bologna. Il consiglio comunale contro De Pieri: “Sfilando in corteo ha legittimato i violenti”

gianmarco de pieri coalizione civica

Un selfie di Gianmarco de Pieri in corteo con gli studenti

Bologna, 20 feb. – Venerdì ha camminato per un paio di chilometri assieme agli studenti universitari in corteo, in protesta contro tornelli e celere in biblioteca. E, sempre in corteo, ha lodato “il nuovo movimento che sta nascendo a Bologna”. Tanto è bastato a Gianmarco de Pieri, co-presidente di Coalizione civica e leader del centro sociale Tpo, per vedersi approvare un ordine del giorno, di fatto, ad personam.

Presentato dalla leghista Lucia Borgonzoni e votato anche da Pd e Movimento 5 Stelle, l’odg discusso dai consiglieri da una parte ha preso le distanze dalle “azioni violente” del Collettivo universitario autonomo, dall’altra ha preso ugualmente le distanze “da tutti i rappresentanti delle forze politiche cittadine che manifestano al fianco del collettivo stesso legittimandone, di fatto, i metodi“. Nessun fraintendimento: nella lunga discussione in consiglio comunale si è parlato proprio di lui, Gianmarco de Pieri. E dopo tutto lo stesso de Pieri è andato in consiglio comunale per seguire di persona una discussione che lo stava mettendo nel mirino.

La vicenda. Venerdì il leader del Tpo nonché neo eletto co-presidente di Coalizione civica ha partecipato al corteo che ha portato quasi mille studenti a sfilare per le vie della città. Guidati dai collettivi Cua e LuBo, gli studenti hanno sfilato senza tensioni per le vie di Bologna bloccando per poco meno di un’ora il traffico sui viali. Nel corteo c’erano gli universitari ormai in mobilitazione permanente, e c’era anche il Collettivo universitario autonomo al gran completo, che rivendica con orgoglio lo smontaggio dei tornelli e gli scontri con la celere dopo lo sgombero della biblioteca da parte della polizia in assetto anti-sommossa.

“Non possiamo lasciar passare atti e atteggiamenti antidemocratici”, ha tuonato oggi in consiglio comunale il capogruppo Pd Claudio Mazzanti annunciando il voto favorevole del Pd all’odg leghista. “Chi semina tempesta non si meravigli”, ha aggiunto il democratico. Ma già venerdì, una volta diffusasi la notizia di de Pieri in corteo, il consigliere Pd Raffaele Persiano aveva attaccato: “Siamo passati dalla mancata presa di distanza all’appoggio pieno del Coalizione Civica ai metodi del Cua”.

Il voto in consiglio comunale. Il documento di Borgonzoni è riuscito a compattare Lega e Pd, che ne hanno votato la trattazione d’urgenza e poi dopo una discussione ad oltranza lo hanno approvato assieme ai consiglieri di Forza Italia e a quelli del Movimento 5 Stelle. Isolati politicamente i due consiglieri comunali di Coalizione civica, Federico Martelloni ed Emily Clancy, che parlano di testo incostituzionale e di una “vera e propria censura verso una formazione politica che siede all’opposizione, censura che si spinge ad indicare ‘l’aggravante’ della partecipazione ad una manifestazione con motivazioni politiche”. Continuano Clancy e Martelloni: “Ammettere che si possa votare contro la libertà di espressione (e non contro la ‘violenza’, come si vorrebbe fare credere) e considerarla una cosa ‘normale’, questo è lo stato delle cose.  Ci chiediamo: se basta così ‘poco’ a deragliare dai binari costituzionali, come potrà questo Consiglio affrontare la sfida di governare con apertura e ragionevolezza i conflitti che attraversano la città?”. Clancy e Martelloni sono usciti dall’aula nel momento del voto. Tutti i presenti (Pd, M5s, Insieme Bologna, Lega e Forza italia) hanno votato a favore dell’odg leghista ad eccezione della consigliera Amelia Frascaroli (Città Comune con Amelia) che ha votato contro.

Gianmarco de Pieri: “A Bologna sta nascendo un nuovo movimento”

A Bologna gli universitari di nuovo in strada. In 800 chiedono la riapertura di via Zamboni 36

La replica di Gianmarco de Pieri arriva, secca, su facebook. “Unico odg urgente sarebbe stato ‘invitiamo Ubertini a riaprire immediatamente il 36, senza tornelli’
Pd vota compatto con Lega, M5Forca, ect. La scissione è un processo virtuale, non un cambio di linea”.

Il testo originale dell’odg della leghista Borgonzoni: “Premesso che ogni libera manifestazione pacifica è un valore per la discussione democratica – come sancito dall’art.21 della Costituzione italiana, “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. Sottolineato che la violenza non puà essere di certo uno strumento di dissenso che una democrazia può tollerare come espressione di libertà di manifestare. Appurato che è necessario separare senza incertezza le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle manifestazioni partecipano in forma organizzato, con l’unico scopo di produrre violenza e danno. Il consiglio comunale di Bologna condanna le azioni violente perpetrate da degli esponenti del Cua e prende le distanze da tutti i rappresentanti delle forze politiche cittadine che manifestano al fianco del collettivo stesso legittimandone, di fatto, i metodi“.

Il testo è stato modificato all’ultimo secondo per raccogliere il voto favorevole di Manes Bernardini di Insieme Bologna. Questa la versione finale dell’ultima parte dell’odg: “Condanna le azioni violente perpetrate da degli esponenti del CUA e prende le distanze da rappresentanti di forze politiche che, con i propri comportamenti individuali, giustificano manifestazioni violente del collettivo”.

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