Bologna Fiere. C’è il progetto di fusione con Rimini e Parma

bologna fiere foto Michele Mazzoli CC BY-NC 2.0

Foto flickr Michele Mazzoli CC BY-NC 2.0

Bologna, 1 ago. – Il progetto di integrazione tra le Fiere di Bologna, Rimini e Parma si spinge ad un livello dove, in tanti anni di dibattiti e tentativi andati a vuoto, non si era mai arrivati. I presidenti delle tre società fieristiche emilia-romagnole, Franco Boni, Lorenzo Cagnoni e Giandomenico Auricchio, assieme al governatore Stefano Bonaccini, hanno sottoscritto una lettera d’intenti che ha come obiettivo verificare, entro la fine dell’anno, la fattibilità di una newco attraverso la quale realizzare un’integrazione funzionale o, nell’ipotesi più ”spinta”, addirittura societaria tra i tre quartieri.

L’elaborazione del progetto è stata affidata all’advisor Kpmg. “La lettera d’intenti- si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro che si è svolto questa mattina in Regione- non preclude operazioni commerciali già in corso, così come potranno esserne avviate di nuove dalle singole società fieristiche, sentite le altre”.

Un modo per rassicurare Rimini, che è in fase avanzata di integrazione con la Fiera di Vicenza, ma anche per consentire alle altre società di coltivare progetti autonomi di consolidamento e definizione di alleanze con altre realtà fieristiche. Firmata la lettera d’intenti (che ha, dunque, validità fino al 31 dicembre), le parti si sono impegnate a collaborare e a presentare la documentazione necessaria all’elaborazione del progetto di integrazione. Innanzitutto, è prevista l’elaborazione di un elenco di dati e informazioni sui modelli operativi e sulle strutture organizzative dedicate da condividere con il gruppo di lavoro. Si procederà, inoltre, ad un’analisi dei costi-benefici derivanti dal progetto e alla simulazione degli impatti economici.

Tra le attività propedeutiche alle ”nozze” tra le tre Fiere, anche l’analisi del mercato e del calendario internazionale e delle relative opportunità di business, l’analisi del mercato utilities e facility management in un’ottica di una auspicata ottimizzazione risorse e centralizzazione acquisti (un punto spinoso per la Fiera di Bologna alle prese con una dolorosa riorganizzazione del personale). Gli approfondimenti riguarderanno anche i patrimoni immobiliari dei tre quartieri, con la valutazione “dei diversi possibili scenari di integrazione immobiliare che potranno andare dalla gestione accentrata dei servizi immobiliari, sino alla più articolata possibile operazione di integrazione degli asset immobiliari”. Infine, verrà  fatta un’analisi dei costi (generali, real estate, eccetera) e “dei rispettivi modelli organizzativi per supportare l’evoluzione del progetto”, sarà messo a punto un business plan triennale e definito un “term sheet sulla ipotizzabile struttura dell’accordo e della newco (struttura societaria, patti parasociali, altri accordi) e si determineranno “le azioni principali da attuare e relativa tempistica”.

“Se le fiere di Bologna, Parma e Rimini lavorano insieme, integrandosi sia dal punto di vista operativo che societario, ragionando su economie di scala e un calendario condiviso- sottolinea Bonaccini- allora possono competere con chiunque e a quel punto potrebbe nascere un soggetto in grado di competere seriamente con Milano, ponendosi come protagonista assoluto anche nel panorama europeo”.

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