“Bologna è meticcia”, la contestazione non violenta che manda in bestia i Salviner

Bologna, 8 nov. – Hanno cantato e ballato per ore, per far sentire ai Salviner la voce della ‘Bologna meticcia‘. A portare la contestazione antirazzista più vicino al palco di piazza Maggiore sono state le attiviste e gli attivisti di Arte Migrante, gruppo informale attivo da tre anni nel bolognese e che pratica l’arte come strumento di inclusione delle persone. Insieme a loro c’erano anche gli artisti di Cantieri meticci, compagnia teatrale impegnata da una decina di anni in lavoratori teatrali nelle strutture di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati. Alla chetichella, armati solo della propria voce, Arte Migrante e Cantieri Meticci si sono “infiltrati” in piazza Maggiore, a diretto contatto coi manifestanti salviniani. E lì hanno iniziato a criticare la kermesse, ricevendo, come mostrato dal video della redazione di Diecie Venticinque, calci schiaffi e spintoni dai sostenitori del segretario leghista.

Una volta radunati e spinti fuori dalla piazza con l’aiuto degli agenti, i contestatori,  in tutto una quindicina, si sono organizzati ed hanno mantenuto per ore un presidio gioioso e festante a cui si sono uniti, a più riprese, centinaia di passanti. Dietro allo schieramento degli agenti in tenuta antisommossa, i Salviner hanno risposto con cori (a più riprese il sempre verde “chi non salta comunista è”) e saluti a braccio teso.

Martedì 10 novembre, durante Sulla bocca di tutti, abbiamo avuto ospiti in studio Sanam di Cantieri Meticci e Giovanni di Arte Migrante. Insieme a loro, e con il contributo del professor Asher Colombo, abbiamo ragionato sul vero collante della piazza salviniana, e cioè la paura degli stranieri. Di seguito il podcast della puntata.

 

Get the Flash Plugin to listen to music.