A Bologna centinaia in corteo. “Contro i Cie e il razzismo istituzionale”

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foto twitter @comibo

Bologna, 18 mag. – In centinaia sono scesi in piazza per dire ‘no’ ai Centri di identificazione ed espulsione e al “razzismo istituzionale“. La manifestazione bolognese, che ha visto la partecipazione di delegazioni di manifestanti arrivati da tutta la regione, è iniziata alle 17 da Piazza XX Settembre. “Bologna si vergogna di questo Cie“, è stato detto al megafono.

Molte le realtà che hanno aderito al corteo. Si va dai centri sociali Tpo, Xm24, Vag61 e collettivi affini, fino al Coordinamento Migranti passando per Cobas (senza bandiere) e Lavoratori e lavoratrici anarchici. L’arrivo è previsto in piazza del Nettuno, dopo aver fatto un passaggio in piazza Roosvelt sotto la Prefettura, il luogo da dove dovrebbero arrivare le decisioni sul futuro del Cie, chiuso da 14 mesi. L’idea delle istituzioni è quella di trasformarlo in un centro di accoglienza e smistamento senza sbarre, una scelta che per i manifestanti pone comunque problemi.

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foto twitter @fuipp

“La manifestazione – ha spiegato Giorgio Grappi del Coordinamento migranti di Bologna – è stata convocata per la chiusura di tutti i Cie in Italia, poi c’è la questione della Bossi-Fini e della gestione politica dei permessi di soggiorno, altro motivo per scendere in piazza. Gli stessi centri di accoglienza – ha concluso Grappi – non sono immuni da problemi, e quello che è successo in questi giorni nel Cara vicino Roma (a Castelnuovo di Porto i migranti si sono barricati per protesta, ndr) conferma che, per come è gestita l’accoglienza in Italia, l’annunciata possibile trasformazione del Cie di Bologna in centro per l’accoglienza non è di per sé rassicurante, e questo dovrebbe saperlo anche il Comune di Bologna”.

Per i manifestanti non è solo una questione di Cie e centri di accoglienza (Cara).C’è anche il cosiddetto “razzismo istituzionale”. “Il ricatto del permesso di soggiorno – spiega un comunicato del centro sociale Tpo – con le sue lunghe e costose procedure di rilascio e rinnovo che subordinano il diritto di restare al reddito e al contratto di lavoro, e i sistemi di confinamento come i CIE (ma anche i cosiddetti centri di accoglienza per richiedenti asilo – CARA) sono il terreno su cui si ridisegnano lo statuto complessivo della cittadinanza e le gerarchie dello sfruttamento: all’interno dell’Europa la libera circolazione non solo è vietata a migranti e rifugiati, ma anche a chi – pur essendo cittadino europeo – non soddisfa requisiti di reddito e residenza”.

Lungo il tragitto è stata contestata la presenza di un banchetto del Movimento 5 Stelle e si sono sentiti anche dei “vergogna vergogna”. Motivo della protesta il comportamento del movimento di Grillo durante le votazioni in Parlamento per la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina. “Si sono astenuti mentre quel reato era da eliminare subito e senza tante votazioni in rete”.


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