Acer. Raddoppiano le assegnazioni di alloggi popolari

Bologna, 19 apr. – Nel 2016 erano 250, nel 2017 saranno 500. È bastato cambiare le regole burocratiche per accorciare i tempi e raddoppiare quindi le assegnazioni di alloggi Erp.

Dall’anno scorso infatti le domande devono essere presentate direttamente in Acer e non più dai sindacati degli inquilini. “Questo permette di avere l’Isee in tempo reale, così come le informazioni da Inps e Agenzia delle Entrate- ha spiegato oggi il presidente di Acer Alessandro Alberani -evitando così domande irregolari e riducendo notevolmente i tempi”.

Se dal 2013 al 2016 sono stati 1086 gli alloggi assegnati nel solo comune di Bologna, ora con le nuove regole in un solo anno ne saranno assegnati la metà di quelli consegnati negli ultimi tre anni.

I dati sono stati presentati oggi durante una conferenza stampa in cui è stato firmato un protocollo dal presidente di Acer e dalle associazioni sindacali degli inquilini Sicet, Sunia e Uniat con l’obiettivo di facilitare le comunicazioni e mettere in campo azioni congiunte. È stato presentato inoltre il progetto di bolletta elettronica sul cellulare e anticipato il passaggio di tutta la modulistica dal cartaceo al digitale.

Quest’anno dovrebbe aumentare anche il parco immobili gestiti da Acer, che nel 2016 ammontava a 28.428 unità immobiliari, tra abitazioni, box auto, negozi e locali, in tutta la città metropolitana. Prosegue infatti l’accordo tra Acer e l’arcivescovo Matteo Zuppi, che il 24 marzo aveva fatto visita alla sede Acer per dare il via ad una collaborazione. Zuppi e Alberani si sono rincontrati la scorsa settimana e Acer ha ribadito la propria disponibilità anche come gestore degli immobili. Ora sarà la Curia che dovrà valutare quanti sono gli alloggi che fanno parte del patrimonio della Chiesa e che potrebbero essere quindi messi a disposizione dell’emergenza abitativa ed entrare nel patrimonio Acer.

Acer intanto ha già incontrato oltre la metà delle famiglie che abitano nei 300 appartamenti Acer di via Gandusio, tutti da ristrutturare e quindi da svuotare. Nel complesso si tratta per lo più di famiglie e singoli in regola con l’affitto, ma ci sono anche occupanti dichiarati e comitati anti sfratto.

“Stiamo procedendo e stiamo rispettando i tempi, sono già stati fatti alcuni traslochi ed entro fine maggio si dovrebbero concludere- ha spiegato Alberani-. Chiediamo alle famiglie dove vogliono andare e abbiamo avuto una risposta incredibilmente positiva probabilmente perché le famiglie vogliono allontanarsi da quello che è un po’ un ghetto. Stiamo facendo tutto con molta calma e disponibilità e abbiamo avuto qualche problema solo con un paio di nuclei. Rimarranno dentro solo chi non ha titolo o chi ha occupato- ha continuato-. Con loro apriremo un dialogo per trovare altre soluzioni, il canone calmierato potrebbe essere una possibilità per chi può permetterselo, mentre per gli altri c’è la lista del comune sul disagio abitativo”.

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