Tutti sul palco con i Blonde Redhead?

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Foto di Carlo Garrè

13 lug. – “Mi manca quella cosa tipica della tradizione punk rock americana, quando intorno a te sul palco hai gente del pubblico che ti guarda seriamente”: non sappiamo se prendere come un invito queste parole che Kazu Makino dei Blonde Redhead ha pronunciato qualche ora fa ad Aperto per Ferie, visto che il trio è atteso per questa sera al BOtanique, un altro capitolo live della lunga storia d’amore che la band intrattiene con Bologna. “Mi ricordo che una volta, al Link, uno è salito sul palco sette volte, facendo ogni volta stagediving per tornare in platea”, ha continuato la cantante e chitarrista, facendoci intendere che però non sempre l’esperienza è piacevole, soprattutto quando questo entusiasmo, diciamo, ti fa crollare letteralemente a terra.

Con la musicista di origini giapponesi ci siamo anche soffermati sull’ultimo Barragan, uscito quasi un anno fa. Un disco decisamente più minimale degli altri che però, inaspettatamente, ha delle affinità con il passato. “Non tanto con album quali 23 o Penny Sparkle, quanto con Misery Is a Butterfly“: e infatti questa sera troveranno posto in scaletta proprio brani del 2004, in attesa del prossimo capitolo discografico della band. “Forse torneremo a lavorare con Drew Brown”, ci ha detto Kazu, intendendo che l’impronta minimalista data dal produttore per l’ultimo lavoro potrebbe avere un seguito. “In fondo, quando ascolto musica di altri, mi piace questo approccio e potrei lavorare ancora con lui, è un amico”. Un suggerimento per intuire un lavoro solista? Kazu non si sbilancia, per ora, ma provate anche voi a intuire il possibile futuro dei Blonde Redhead ascoltando tutta l’intervista.

 

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