Black Monkey: accolte le parti civili. Presidio di Libera fuori dall’aula

black monkey - il presidio fuori dal processo

Il presidio degli attivisti di Libera e Legambiente, fuori dall’aula del Gup

10 gen. – Il giudice Andrea Scarpa ha accolto tutte le richieste di costituzione di parte civile presentate stamattina nell’udienza preliminare del processo “Black Monkey”, svoltasi a porte chiuse presso il tribunale di Bologna. E’ un processo che vede imputate 34 persone rimandate a giudizio dal pm Francesco Caleca, ben 24 delle quali accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. Vede alla sbarra una presunta organizzazione, che realizzava profitti con il gioco d’azzardo illegale, capeggiata per l’accusa da Nicola “Rocco” Femia.

E’ il primo importante processo di n’drangheta che si svolge in Emilia Romagna. Sono state ritenute ammissibili le richieste della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Modena, di Libera, dell’Ordine nazionale dei giornalisti, di SOS Impresa Confesercenti e del giornalista Giovanni Tizian. Per alcuni dei soggetti richiedenti il gup ha limitato l’accoglimento solo ad alcuni reati. Durante le eccezioni presentate dagli avvocati che rappresentano i 34 imputati, erano arrivate le richieste di estromettere le costituzioni di parte civile per l’inattendibilità degli ambiti territoriali dei richiedenti in rapporto ai capi d’imputazione (nel caso del Comune di Modena) o ancora perché, nel caso di Giovanni Tizian, si ritenevano immotivate le richieste esibite nei confronti di Rocco Femia, vittima secondo gli avvocati di un millantato credito da parte di Giulio Torello, l’uomo che al telefono aveva proferito parlando con lo stesso Femia le minacce nei confronti del giornalista modenese.

Fin dall’inizio dell’udienza, fuori dall’aula e nel cortile interno del tribunale si sono radunati circa 50 attivisti di Libera e di Legambiente, in un presidio di sostegno e solidarietà al giornalista ma anche per manifestare interesse per l’importanza di questo processo. Alcuni di loro hanno indossato magliette bianche con la scritta “Io mi chiamo Giovanni Tizian”. Dopo la pronuncia del giudice sull’ammissione delle parti civili, la difesa di alcuni imputati ha presentato un’eccezione di competenza, chiedendo di spostare il processo a Roma. Una richiesta motivata dal fatto, dicono i legali, che siccome il reato più grave contestato è quello di associazione mafiosa, il tribunale di competenza dovrebbe essere quello della città in cui si è verificato il primo dei reati più gravi contestati, evidenziando in tal senso un’estorsione pluriaggravata commessa appunto nell’ottobre 2010 a Roma. Per questa richiesta il gup si è riservato di decidere durante la prossima udienza del processo, fissata per il 15 gennaio. Nella stessa data qualcuno degli imputati potrebbe infine chiedere di essere giudicato con rito abbreviato.

presidio per il processo Black Monkey - Libera e Legambiente

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