Mancata scorta a Biagi. Scatta la prescrizione per Scajola e De Gennaro

Bologna, 12 mag. – La sezione distrettuale del tribunale dei ministri di Bologna ha dichiarato l’estinzione per prescrizione delle accuse nei confronti di Claudio Scajola e Gianni De Gennaro per la mancata scorta a Marco Biagi, ucciso dalle Br nel 2002. Erano indagati per cooperazione colposa in omicidio colposo.

Il primo ne rispondeva in qualità di ministro dell’Interno e autorità nazionale di pubblica sicurezza dal 10 gennaio 2001, il secondo quale capo della Polizia e direttore centrale di pubblica sicurezza dal 26 maggio 2000, già vicecapo della Polizia e direttore centrale della Criminalpol dal 1994. Si tratta dell’inchiesta bis del procuratore Roberto Alfonso e del Pm Antonello Gustapane sulla mancata scorta al giuslavorista, riaperta dopo la trasmissione a Bologna di nuovi documenti, in particolare gli appunti dell’ex segretario del ministro Scajola, Luciano Zocchi. La Procura aveva concluso l’indagine a fine febbraio, chiedendo al tribunale dei ministri di procedere nelle forme di rito all’interrogatorio di Scajola e De Gennaro, anche per sapere se intendevano o meno avvalersi dell’intervenuta prescrizione; era chiesto poi di disporre l’archiviazione per intervenuta prescrizione nel caso i due indagati non rinuncino; e di trasmettere gli atti alla Procura, con relazione motivata, per la loro immediata rimessione al presidente del Senato, qualora i due indagati rinunciassero alla prescrizione e il collegio ritenga di dover procedere. Secondo quanto appreso le difese di Scajola e De Gennaro, rappresentati rispettivamente dagli avvocato Giorgio Perroni e Franco Coppi, non hanno fatto richiesta di interrogatorio ma si sono affidati a memorie scritte, senza esprimere volontà di rinunciare alla prescrizione. Prescrizione dichiarata quindi dal collegio del tribunale, che non sarebbe entrato nel merito.

“Era la nostra richiesta“. E’ quanto si è limitato a dire il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso. Il procuratore non ha voluto commentare, né aggiungere altro.

“La prescrizione consentirà agli indagati di non confrontarsi con la giustizia e con la realtà dei fatti.Mi limito a fare mia la considerazione della famiglia Biagi:per citare Jung, agli stessi soggetti coinvolti resta il doloroso e sofferente confrontarsi con le proprie coscienze“. Lo ha detto all’ANSA l’avv.Guido Magnisi che ha assistito famiglia di Marco Biagi.

(ANSA)

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