Bernini avverte Sodano: “Non firmi l’ordinanza anti manifestazione”

Bologna, 4 giu. – “Sarebbe un atto di una gravità estrema se firmasse l’ordinanza che limita la libera manifestazione del pensiero di cittadini pacifici”. La senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini scende in campo accanto agli antiabortisti del comitato No194 che sabato 13 giugno vorrebbero manifestare per 9 ore davanti all’Ospedale Maggiore. Per porre un argine a quella maratona di preghiera, e prevenire possibili tensioni dovute alle numerose contestazioni annunciate, il prefetto Ennio Maria Sodano ha annunciato una ordinanza che vieta manifestazioni politiche davanti a luoghi di cura, ospedali, campi rom e sinti e centri di accoglienza per immigrati. Della cosa si parlerà anche domattina a palazzo Caprara, alle 11, quando il Prefetto riunirà partiti, sindacati e associazioni di categoria per presentare il provvedimento.

Secondo Bernini, però, l’ordinanza sarebbe un atto di gravità estrema anche “dal punto di vista della funzione istituzionale che rappresenta (Sodano, ndr) e dal punto di vista politico“. Che spiega: istituzionalmente, perché “un prefetto della Repubblica italiana non può impedire una libera, civile e pacifica manifestazione, sia pur non gradita al Pd. Perché il suo compito- attacca Bernini- è garantire sicurezza nel rispetto della libertà di tutti”. Inoltre, secondo la berlusconiana, “sarebbe politicamente surreale se il divieto di manifestare avvenisse in una città come Bologna, che ha di recente subito intollerabili insulti alla sicurezza, occupazioni abusive, oltraggi alla proprietà di cittadini e commercianti, vandalismi, arroganze dei centri sociali, aggressive espressioni di pensieri assai più inquietanti di quelli che oggi si vorrebbero mettere a tacere”.

L’invito della senatrice, neanche tanto velato al Prefetto Sodano, è quello di “non essere il protagonista di forzature di carattere politico. Sarebbe un episodio su cui non saremmo disposti a chiudere un occhio” assicura Bernini che si dice pronta al contrattacco minacciando interrogazioni al Ministro dell’Interno e “un crescendo di iniziative che denuncino la violazione della libertà da parte delle istituzioni cittadine”.

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