Beppe Maniglia pronto a sfidare Merola: “Da sindaco suonerò di più”

Bologna, 19 ago. – Chissà, magari per dare l’annuncio sceglierà la data della sua prima apparizione bolognese dopo la pausa estiva, a metà settembre. “Chiamerò tutti i giornalisti, vedrete quanta gente verrà a sentirmi”. Beppe Maniglia, all’anagrafe Giuseppe Fiuggi, è pronto a correre contro Virginio Merola, o almeno pensa di esserlo. “Vedrete che mi voteranno, manderò tutti a casa e Bologna diventerà come Montecarlo“. Questa volta Beppe Maniglia, 72 anni e nessuna voglia di smettere di suonare, promette di non sbagliare niente. “Non come l’altra volta, non escluderanno la nostra lista e ci voteranno in tanti”. Per molti parte integrante di Bologna, come il Nettuno o le Due Torri, per altri macchietta al limite del trash. Quando si parla dell’artista bolognese non ci sono mezze misure. Chitarra elettrica, Harley Davidson con maxi impianto di amplificazione montato sulla moto, tutina di pelle. Comunque la si pensi, Beppe Maniglia è un simbolo della città.

Lui lo sa, non intende cedere al tempo che passa, ai regolamenti che cambiano, ai politici che vogliono ingabbiarlo in regole che non fanno per lui, visto che per decenni di regole non ne ha avute, anche e soprattutto sulla questione dei decibel. E allora quando Maniglia viene a sapere dell’intenzione di Palazzo d’Accursio di limitarlo in qualche modo nel volume del suo impianto di amplificazione, sbotta subito, irrefrenabile. “Questo assessore Lepore andrà a fare altro nella vita, vedrete, perché le cose stanno per cambiare. E poi questi musicisti di strada, altro che musicisti, suonano le lattine per terra, i tamburoni, gente che non è nemmeno di Bologna”.

“Se ho rispettato le regole? Le ho rispettate fin troppo”, dice smentendo categoricamente ogni accusa, smontando ogni critica, seppellendo ogni perizia. “Tutto quello che dice l’assessore è falso, la mia musica non dà fastidio anzi, vengono in centinaia ad ascoltarmi. Ho pagato un ingegnere che ha messo in regola le casse della moto, ora i miei avvocati stanno facendo opposizione alle multe che mi hanno dato. Volete sapere la verità? Hanno paura di me, dei voti che potrò raccogliere in città e per questo mi perseguitano”, dice l’artista, famoso anche per la sua capacità di far scoppiare le borse d’acqua calda soffiandoci dentro.

C’è da dire che il primo match con il Comune l’ha vinto lui. Le regole c’erano, ma Beppe Maniglia non le ha rispettate (lo dimostrano le multe collezionate e i tanti che raccontano della musica a volumi altissimi) ed è rimasto dove è sempre stato, spalle alla Sala Borsa, casse verso il suo pubblico. A breve un nuovo match con l’amministrazione. L’assessore Matteo Lepore ha annunciato un regolamento nuovo di zecca per regolamentare l’attività degli artisti di strada e fermare i musicisti che superano determinati limiti sonori, che poi a Bologna significa soprattutto una cosa: impedire a Maglia di sovrastare con i decibel gli altri concorrenti che si contendono la benevolenza di passanti e turisti. E il diretto interessato annuncia prima l’intervento dei suoi avvocati, poi la candidatura a sindaco. “Ho 72 anni, voglio continuare a suonare e a fare dischi, però mi piacerebbe anche rivoluzionare questa città. Ad esempio la farei finita con tutti questi vigili”. Beppe Maniglia candidato sindaco allora. “Ma una volta eletto non smetterò certo di suonare, anzi suonerò di più e non solo a Bologna. Come si fa a dire di no ad un sindaco?”

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