Beppe Maniglia è rimasto a piedi

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Il programma elettorale di Beppe Maniglia

Bologna, 26 apr. – A furia di tirare le corde si sono spezzate. E non è una metafora. Quelle di chitarra del più noto e longevo menestrello della recente storia petroniana sono saltate domenica pomeriggio, vittime dei loro stessi decibel.

Il Comune lo aveva avvisato, minacciato, multato. La città si era divisa, da una parte molti bolognesi che da sempre lo considerano patrimonio collettivo e inevitabile, potenziali iscritti al partito della borsa dell’acqua calda. Dall’altra i detrattori, stanchi ed esasperati da una presenza troppo rumorosa e nei decenni inossidabile, così presuntuosa da credersi al di sopra delle regole.

Matteo Lepore, assessore al turismo, l’aveva detto ai microfoni di RCdC ad agosto scorso: “Maniglia non ha rispettato in niente gli accordi”. Non solo, il rocker aveva rilanciato annunciando già allora la propria candidatura alle amministrative 2016, che ora si è puntualmente materializzata.

Domenica scorsa mentre si stava esibendo rassicurava il suo pubblico: “Vedete i vigili? Sarò io a cacciare loro”, e intanto diffondeva il materiale con il programma e raccoglieva le firme per la candidatura.

Stavolta, però, è andata diversamente. I vigili, da Maniglia definiti “inutili e deleteri”, lo hanno circondato di transenne e la sua moto amplificata alla fine dell’esibizione è finita sotto sequestro per le ripetute violazioni del regolamento comunale e per le multe non pagate. Durante l’intervento avrebbe offeso i vigili e impugnato un martello fino all’arrivo della pattuglia dei carabinieri. “I vigili non servono a niente, sono uno spreco – avrebbe detto il musicista – e se divento sindaco vi licenzio tutti”. Poi, rivolto alla capopattuglia, avrebbe proseguito: “Voi donne qua cosa ci state a fare? Dovreste stare a casa a fare la sfoglia e a lavorare a maglia”.

E’ quindi scattata la denuncia per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in attesa di quella (possibile) per disturbo della quiete pubblica.

Basterà per fermare la sua marcia trionfale? Il volantino promette una città nuova, ripulita e seriamente militarizzata.

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Beppe annuncia “grandi” progetti, e la fantasia non gli manca: dall’istituzione di una Legione Straniera di giovani addestrati a debellare il degrado e la criminalità all’eliminazione in toto di strisce blu, corsie preferenziali, fittoni mobili e sensi unici.

Beppe immagina Bologna come una Las Vegas  fra la via Emilia e il West, senza poveri e affamati, zingari o immigrati. Senza “fastidiose multe” o “assurde regolamentazioni” imposte da parassiti istituzionali, siano essi il Comune o Equitalia.

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Basta con la bruttezza! Vota Beppe Maniglia Sindaco, e in un battito di ciglia Bologna diventerà una Disneyland a cielo aperto colorata e spettacolare dove rilassarsi, fare shopping, karaoke e manicure 24 ore su 24.

Bologna sarà finalmente grassa e bella come meritano i lungimiranti elettori bolognesi che dai terrazzi degli attici, appena assegnati loro dal Nuovo Comune, non crederanno ai loro occhi nel vedere scorazzare liberamente lussuose automobili, scintillanti carri armati e  rombanti motociclette.

 

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