Barricate contro i profughi. Gorino è “esasperata” anche se non accoglie nessuno

Foto tratta da estense.com

Bologna, 25 ott. – Un paese in piazza per impedire l’accesso a 12 donne e 8 bambini profughi. E’ successo a Gorino, frazione di 600 anime del comune di Goro, nel Basso ferrarese. “L’ipotesi di ospitare dei profughi a Gorino non è più in agenda. Ha prevalso la tranquillità dell’ordine pubblico, non potevamo certo manganellare le persone. Questo fenomeno o si gestisce insieme con buonsenso oppure non si gestisce”. Lo ha detto Michele Tortora, prefetto di Ferrara, dopo le barricate antiprofughi, fatte dai residenti, che ieri hanno impedito l’arrivo di 12 donne profughe a Gorino, nel Ferrarese.

Alla fine, dopo proteste e barricate, e nonostante la decisione del Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, di escludere Gorino dai luoghi deputati all’accoglienza dei profughi, nel paese del Delta del Po prosegue il presidio lungo la strada dove ieri sera sono state erette delle barricate per impedire il passaggio di un pullman con 12 profughe. La protesta – hanno spiegato alcuni dei cittadini che si alternano sul luogo – proseguirà fino a che non sarà formalizzato il provvedimento con il quale si revoca il sequestro dell’Ostello dove sarebbero dovute essere accolte le migranti. Il presidio lungo la provinciale per Goro è al momento più che altro simbolico, visto che la circolazione non è interrotta.

Il sindaco Diego Viviani ha detto polemico all’indirizzo del Prefetto: “Non siamo stati avvisati per tempo e non sono riuscito a mediare coi miei cittadini”. Viviani ha spiegato anche che a Gorino non è stato mai accolto nessun migrante.

“A Gorino abitano circa 700 persone, ieri sera mezzo paese era in strada. E malgrado i tentativi di mediazione non ci sono state possibilità di trovare una soluzione”. Michele Tortora, prefetto di Ferrara, in una conferenza stampa ha ricostruito così l’episodio di ieri sera, quando in un paese del Delta del Po sono state alzate le barricate in strada per impedire l’arrivo di un pullman con dodici donne, di cui una incinta. “Fino a un paio di mesi fa – ha detto Tortora – Ferrara era una sorta di piccolo modello di accoglienza diffusa, non c’erano state manifestazioni di intolleranza. Sabato dall’hub di Bologna ci è arrivata una richiesta per accogliere un nuovo contingente e che non era possibile un differimento, perché in queste ore sono in arrivo altri 450 profughi e gli sbarchi stanno continuando. Visto che le strutture attuali non potevano ospitare nuovi profughi ho adottato il provvedimento di requisizione dell’ostello di Gorino. Primo perché Goro (Gorino è una frazione, ndr) è uno degli otto comuni che non accoglie nessuno, poi nella presunzione che in ottobre non ci fosse un grande traffico di turismo”. Da quel momento è partito il tam tam che ha alimentato la protesta. “Ho firmato il provvedimento alle 12.55 – ha detto – il titolare dell’ostello ha dato la notizia in paese e si è rapidamente diffusa, peraltro in maniera non corretta, perché giravano voci su 50 persone in arrivo che avrebbero occupato tutto il paese. Abbiamo preso atto della situazione e, col coinvolgimento di sindaci vicini, abbiamo trovato soluzioni alloggiative per queste 12 donne e chiuso la vicenda verso le 11 di sera”.

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