“Piccole grandi opere”. I bagni in piazza Verdi sono realtà/FOTO

Bagni

Bologna, 16 dic. – La zona universitaria di Bologna, finalmente, ha i suoi bagni pubblici: i due vespasiani donati dal trust “Ad hoc” finanziato da Paola Pavirani (inaugurati oggi ma già in funzione) e i servizi igienici allestiti dal Comune in piazza Verdi nei locali concessi dall’Università (aperti da oggi con una gestione temporanea in capo all’amministrazione, dopo che il bando è andato deserto).

I due vespasiani “di terza generazione“, progettati da Roberto Maci, sono in via del Guasto e in largo Respighi: il primo, per uomini, è costituito da una canalina di scolo riparata da una lastra d’acciaio; il secondo, per donne, è invece una struttura chiusa accessibile anche ai disabili. I due vespasiani (saranno puliti tre volte al giorno e con costanti report sulla situazione) sono costati 45.000 euro a cui aggiungere 5.000 euro per la costituzione del trust. Da oggi, inoltre, sono in funzione (dalle 14 alle 2 con presenza di un operatore) anche i nuovi servizi in piazza Verdi: fino a luglio li gestirà la stessa società che si occupa degli altri bagni comunali, grazie alle risorse risparmiate con la temporanea chiusura per lavori dei wc di via IV Novembre. A gennaio, poi, il Comune ritenterà di affidarli (la prima gara, fallita, prevedeva l’assegnazione gratuita ad un soggetto interessato ad aprire un’attività commerciale nello spazio che fa da ingresso ai bagni). Ed è solo l’inizio di un’operazione più vasta: tramite il trust (che resterà aperto), infatti, si collocheranno altri vespasiani “contestualizzati” in altre zone del centro. Strutture simili, ma con un”unica tipologia, verranno poi sistemate (con fondi del Comune) nei quartieri, sostituendo i bagni a gettone: si comincerà con uno in piazza dell’Unità, due in zona Fiera e uno all’angolo tra via Gramsci e via Galliera.

Si tratta di “piccole ma grandi opere pubbliche”, partendo dal presupposto (ironico) che “i propri bisogni non sempre sono quelli degli altri”, commenta soddisfatto il sindaco Virginio Merola, che oggi ha presentato il progetto in conferenza stampa prima di un sopralluogo in prima persona tra un vespasiano e l’altro. Se dei bagni in piazza Verdi “si discuteva da anni”, aggiunge il sindaco, per i vespasiani è stato decisivo un tocco femminile perché questo garantisce “maggior concretezza e pragmatismo rispetto a certi dibattiti che siamo abituati a subire”. Rispetto al proseguire del progetto, Merola non ha dubbi sulla necessità di rottamare i bagni a gettone: “Non hanno funzionato, abbiamo verificato che non siamo francesi”. L’obiettivo resta quello di evitare la pipì per strada e su questo entra in gioco il rispetto delle regole, continua Merola, ma c’è anche un tema di servizi da fornire a tutti: “Una città con 100.000 anziani, tra cui il sottoscritto- dice Merola- al di là del rispetto delle regole ha bisogno di approdi veloci” per risolvere certe necessità.

Per quanto riguarda l’innovativo strumento del trust, questo “può essere potenzialmente importante per la città- sottolinea Merola- se ben compreso e diffuso”. A cos’altro potrebbe servire? “La lista è enorme”, allarga le braccia il sindaco. Intanto, i nuovi vespasiani “sono già usati e funzionano”, assicura l’assessore all’Urbanistica, Patrizia Gabellini, rivelando che la progettazione di quello per le donne è nata proprio da un tavolo al femminile: ad esempio, la struttura è dotata di gancio per le borse “e non è una cosa da poco”. Più in generale, l’obiettivo è quello di “intercettare una domanda che si è molto modificata nel tempo” e che, segnala Gabellini, con i bagni a gettone non trova oggi un gran feeling.

L’idea è nata “lamentandomi con il sindaco di una città in cui aumenta il degrado”, racconta Pavirani, moglie di Marino Golinelli. “Volevo avere il mio quarto d”ora di notorietà”, ammette la finanziatrice del progetto, ma partendo dalla consapevolezza che “il Comune non può essere dappertutto”. Per celebrare i nuovi servizi, Pavirani immagina anche una cerimonia “No puzza party” con il Teatro comunale (idea subito accolta dal sovrintendente Nicola Sani). La collocazione dei due vespasiani risponde alla volonta” di “assecondare le abitudini- sottolinea il progettista, Maci- per non spostare il problema ma cercare di risolverlo li” dov”e””. L”avvocata Annapaola Tonelli, che ha collaborato alla nascita del trust, sottolinea come “l”assoluta trasparenza sia la forza di questo strumento”, che vincola i fondi raccolti a precisi progetti. “Se i cittadini amano la citta”, devono dimostrarlo con i fatti- e” l”esortazione di Golinelli- e oggi i fatti sono possibili grazie al trust”.

Soddisfatta la presidente del quartiere San Vitale, Milena Naldi: “Avevamo un impegno, non ci abbiamo messo poco ma alla fine ci siamo arrivati”, centrando l”obiettivo di “ridurre il danno” e con soluzioni di “di grande raffinatezza”. La voce fuori dal coro è quella di Otello Ciavatti del Comitato piazza Verdi: “Si istituzionalizza via del Guasto come luogo in cui si va a urinare”, senza intaccare la presenza di spaccio e vendita abusiva di bici. E se oggi tutti ringraziano Pavirani, i residenti della zona da anni si impegnano “ma nessuno ci ha mai ringraziato”, lamenta Ciavatti. “Il lavoro su via del Guasto non è finito”, replica Naldi, mentre Merola abbraccia Ciavatti e sottolinea che il Comitato “sta dimostrando che piazza Verdi non è piazza Vittorio Emanuele re d’Italia, ma è una piazza repubblicana e noi vinceremo”.

(DIRE)

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