Autocertificazione per le famiglie omogenitoriali. “Bologna torna rivoluzionaria”

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Bologna, 3 ago. – “E’ tornata ad essere la Bologna rivoluzionaria di qualche tempo fa“. Elisa Dal Molin, referente per l’Emilia Romagna e le Marche dell’associazione Famiglie Arcobaleno, non teme di eccedere nell’enfasi. A farla gioire è la presentazione del nuovo Modulo di Autocertificazione di famiglia omogenitoriale predisposto dall’Istituzione Scuola e Servizi educativi del Comune di Bologna. Finalmente, gioisce Dal Molin, “nei nidi e nelle scuole d’infanzia comunali, i genitori non biologici non saranno più costretti ad avere la delega per poter ritirare il proprio figlio al termine delle lezioni, ecc. ecc.”.

Insomma, la burocrazia che fa male, quella che, forse più di altra, si accanisce contro le coppie omosessuali che hanno dei figli, a Bologna ha visto venire meno un suo baluardo. Fino allo scorso anno, spiega Dal Molin, per una coppia omogenitoriale, l’unico “titolare della patria podestà era il genitore biologico”. L’altro genitore, finora, è paragonabile ad un baby sitter: per consentirgli di ritirare il minore al termine delle lezioni, il genitore biologico doveva firmare una delega che autorizzava il compagno o la compagna. Una forma di discriminazione che il Comune di Bologna ha deciso di archiviare proprio con la predisposizione del nuovo modulo. D’ora in avanti sarà sufficiente che la famiglia formata da due madri o da due padri, all’inizio dell’anno scolastico, compili il modulo e lo presenti alla scuola. Da quel momento anche il genitore non biologico, genitore a tutti gli effetti per il minore, sarà riconosciuto tale anche dall’Istituzione.

“Noi ci dichiariamo famiglia- spiega Dal Molin-, e la scuola semplicemente ne prendo atto e ci riconosce in quanto tale”. Può forse sembrare una cosa da poco per chi non si trova a vivere questa discriminazione. Ma l’entusiasmo di Dal Molin testimonia che non lo è affatto. “Sarà un modulo che farà storia e verrà copiato anche da altre istituzioni” assicura.

Rimane aperto il fronte della modulistica per l’accesso alla scuola dell’infanzia. In questi moduli si parla di padre e madre e già in passato si era sollevata molta polemica quando era stata ventilata l’ipotesi di modificarli tenendo conto delle famiglie omogenitoriali. “E’ il prossimo fronte” assicura Dal Molin. In passato la questione era finita sulle cronache come “genitore 1 e genitore 2”: “Noi non abbiamo mai voluto vedere scritto genitore 1 o genitore 2 o genitore A e genitore B”, spiega Dal Molin. Che indica come in molti comuni, anche del Bolognese, come ad esempio Casalecchio, la questione sia stata affrontata con modo molto diretto e neutro: “Il modulo porta scritto ‘Il genitore richiedente’ e ‘l’altro genitore”.

Contro il Comune si scaglia Valentina Castaldini, portavoce nazionale di Ncd e consigliera comunale: “Moduli completamente inutili e fuori dall’ordinamento vigente”. Fratelli D’Italia minaccia invece un ricorso al Tar.

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