In aula gli Invalsi, in piazza gli InFalsi

Bologna, 12 mag.- Una ventina di studenti stamattina hanno sottoposto a genitori, insegnanti in sciopero e passanti “Il grande quiz InFalsi”, una versione ironica dei tanto criticati test Invalsi, ricreando un’aula a cielo aperto in Piazza Re Enzo.

Il finto test serviva per porre l’accento sui difetti dei test scelti dal ministero, come il troppo poco tempo a disposizione per rispondere, le domande con più risposte corrette, ma di cui se ne può scegliere solo una e il fatto che le crocette impediscano di ragionare criticamente.

Le domande e risposte sono a crocette proprio come nelle prove che sono state somministrate oggi in tutte le classi seconde delle superiori italiane, ma le domande riguardano principalmente il disegno di legge Buona scuola e il Governo Renzi.

A una “studentessa” in carrozzina che strilla viene chiesto di allontanarsi dall’aula, come previsto da un “terrificante documento emanato da INVALSI”, spiegano nel volantino distribuito in piazza, che chiede di indicare nella prova se il bambino soffre di patologie come DSA, handicap, dislessia o altro per poter escludere i loro risultati dall’elaborazione dei dati e chiede di esser certi che se in classe non disturbino il protocollo di somministrazione visto che non è ammessa la presenza di insegnanti di sostegno, o altrimenti di non farli partecipare alla prova.

A qualunque domanda degli “studenti” viene ripetuto continuamente in tono canzonatorio: “Mi dispiace ma non posso rispondere a nessuna domanda. Se ti può essere utile, rileggi le istruzioni e scegli la risposta che ti sembra migliore”.

Alla “studentessa” con il risultato migliore nella prova viene regalato un set per la ricreazione con caffettiera e tazzine da caffè. Lo studente somministratore della prova ironizza: “Non fateci le foto, per immortalare questi momenti servono solo i selfie in stile Renzi!”

“Quella di oggi è un’iniziativa che va avanti da circa tre-quattro anni”, spiegano gli insegnanti, e che “solitamente si tiene di fronte al Provveditorato agli Studi proprio nel giorno della somministrazione”. È organizzata da Cobas e dal Coordinamento precari della scuola di Bologna in sostegno allo sciopero dei lavoratori di scuole medie e superiori, per chiedere non solo “l’eliminazione dei quiz Invalsi, ma quest’anno anche perché vogliamo il ritiro del ddl sulla Buona Scuola e un numero di assunzioni molto maggiore di quello che ci hanno promesso”.

“Il test Invalsi, nelle intenzioni, è un metodo non di valutazione, ma di misurazione. Il test però fa parte anche dell’esame di terza media è qui emerge l’evidente forte contraddizione tra teoria e pratica. Bisognerebbe discuterne, ma non c’è la minima intenzione a farlo. Il Miur lo impone o almeno ci prova, ma è possibile rifiutarsi di somministrarlo”. E mentre il 25% degli studenti rifiutano di sostenere il test, al contrario del 2014 dove solo l’1% dagli insegnanti non aveva somministrato il test, quest’anno è stato raggiunto il 12% delle astensioni.

Gianluca Gabrielli delle scuole elementari Fortuzzi di Bologna è uno degli insegnanti che ha deciso di non somministrare il test Invalsi ai suoi studenti:

Angelo Recupero, insegnante a tempo determinato della scuola superiore Fantini di Vergato, parla delle sue perplessità sugli Invalsi

di Clara Vecchiato

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.