Atlantide. Il sindaco: “Non accetto pressioni da lobby gay”

virginio merola sindaco

Bologna, 5 ott. – Domani scade l’ultimatum per Atlantide e il sindaco annuncia che lo sgombero ci sarà: “Nei modi e nei tempi dovuti si procederà a liberare l’immobile“. “Bisogna far rispettare le regole” afferma il sindaco, che poi nel pomeriggio alza il tiro e arriva a citare una “lobby gay”.

Sullo sgombero di Atlantide il Pd vota con la destra

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“Posso dirlo senza presunzione: non c’è nessuno come me che si è esposto per i diritti dei gay. Ma se questo deve diventare che ogni lobby del mondo gay deve avere una corsia privilegiata al di là delle regole, non ci sto”. Questa la risposta di Merola a chi, anche oggi, si è espresso in solidarietà dei collettivi lgbtq, punk e femministe occupanti del Cassero di Santo Stefano.  “Se la risposta è la protesta di tutti contro di me ne prendo atto, ma vado avanti”, risponde Merola, di fronte al possibile strappo di Sel: “Dovrà spiegare ai cittadini perché vuole corsie preferenziali fuori dalla legalità alle associazioni che pensa di dover tutelare. Io faccio il sindaco e non penso alle elezioni. C’è troppa gente che pensa alla campagna elettorale e non ad amministrare la città”.

La risposta del Cassero non si fa attendere. Il presidente del circolo Arcigay, Vincenzo Branà dice: “A scanso di equivoci: il luogo dove archivio espressioni come ”lobby gay” e” lo stesso dove archivio altri celeberrimi ”potentati”, la ”lobby delle donne”, la ”lobby dei migranti”, la ”lobby dei senzatetto”, la ”lobby dei rom”: in fondo a destra”, replica Branà dal suo profilo Facebook. “Perché per definire potentato un gruppo di persone che vive nella negazione dei diritti civili ci vuole coraggio, fantasia e una buona dose di irresponsabilità“.

Nel frattempo delle fila del Pd di Bologna arriva la proposta che sia lo stesso circolo Arcigay a prendersi carico di Atlantide, fino a una soluzione. A suggerire l’improbabile via d’uscita sono il segretario provinciale Francesco Critelli e il responsabile comunicazione, Benedetto Zacchiroli.  “Il Cassero ha spazi a sufficienza per far vivere questa esperienza nei suoi locali”. Zacchiroli incalza. “La solidarietà del Cassero è più che comprensibile- afferma- ma bisogna vedere come si sostanzia. Se le iniziative di Atlantide sono davvero importanti, perché non li ospitano alla Salara finché non viene trovata una soluzione? Sarebbe un gesto bellissimo, l’intera comunità Lgbt ne sarebbe contenta”.

Anche il senatore Pd Sergio Lo Giudice scende in campo per difendere l’esperienza in corso al Cassero di Santo Stefano. “Ho toccato con mano, quando ero capogruppo in Comune, la sincera volontà del sindaco Merola di risolvere la questione di Atlantide permettendo ai collettivi presenti al Cassero di Porta Santo Stefano di proseguire la loro attività in uno spazio adeguato”, spiega Lo Giudice all’agenzia Dire. “Voglio credere che non saranno degli inconvenienti logistici a interrompere questo percorso”. Atlantide, sottolinea il senatore, rappresenta uno spazio importante per Bologna, perché dà voce a un pensiero originale sulle questioni Lgbt e queer che non va tacitato o assimilato.
Il senatore, già schierato a suo tempo in difesa di Luigi Manconi ai tempi della battaglia nel Pd sull’ispezione richiesta nei confronti dei Pm bolognesi, entra anche nello spinoso capitolo del rapporto tra politica e magistratura sotto le Due Torri. “Io- risponde Lo Giudice- non credo che ci sia un’anomalia bolognese nel rapporto fra magistratura e politica. La magistratura italiana svolge il suo ruolo, spesso egregiamente: è stata argine al malaffare nella politica dagli anni novanta in poi ed oggi fa spesso da battistrada sui diritti. Se poi il commento di un magistrato o un atto di una procura toccano nel vivo questioni che animano il dibattito politico- scandisce il democratico- nessuno deve stupirsi che producano a loro volta delle valutazioni”.

“La sede di via del Porto la stiamo ristrutturando per finalità istituzionali del Comune- afferma Merola- e deve seguire le procedure per le libere forme associative. Quindi, bandi”. Anche Atlantide, dunque, per avere una sede dal Comune “deve essere un’associazione- afferma il sindaco- avere le carte in regola e pagare gli arretrati. Poi ci sono i bandi, come altre associazioni”.

L’inchiesta aperta dalla Procura di Bologna sul mancato sgombero di Atlantide non è all’origine dell’accelerata che la vicenda ha subito in questi ultimi giorni. “L’inchiesta non ha pesato- assicura il sindaco Virginio Merola- lo ha già  dichiarato Giovannini che non c’è nessuna pressione da parte della magistratura. Vi assicuro che so decidere con la mia testa”. Merola ribadisce poi di non avere notizie in merito a “indagini nei miei confronti su questa vicenda. Quello che devo fare come sindaco è applicare la legge in modo uguale per tutti”.

Per questa sera alle Biblioteca delle Donne di via del Piombo 5 Atlantide ha invece convocato un’assemblea pubblica. “Se vogliono Atlantide ‘libero da cose e persone’, la troveranno piena di cose e persone libere. Atlantide resta. Atlantide è ovunque”. Le attiviste e gli attivisti dei collettivi qeer e punk promettono, in caso di sgombero, una “r/esistenza creativa”.

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